CUBA QUE LINDA ES CUBA:blog rosso falce-martello,voce degli amici di Cuba gruppo"ITALO CALVINO"JOSE MARTI :"Essere colti e' l'unico modo di essere liberi. senza cultura non c'e' libertà possibile". Le finalità principali di questo blog sono quelle di divulgare l'altra informazione su Cuba, cioè quella oscurata regolarmente dai media del potere e quindi di stimolare una riflessione sulle difficoltà affrontate quotidianamente dal popolo cubano che da cinquanta anni e' obbligato a subire un pesante blocco economico imposto dagli USA che ne limita i diritti civili e ne ostacola la sua autodeterminazione non solo economica - politica ma anche culturale. Nonostante tali limiti e le continue forme di aggressione studiate e finanziate dagli USA e i suoi servi alleati, Cuba e' riuscita difendere la rivoluzione e mantenere vive le sue conquiste sociali, che rispecchiano i principi basilari contenuti nelle Dichiarazioni Internazionali dei diritti dell' infanzia e dell' uomo. Il Blog curato da Maurizio " Sandino " "No puede haber reconciliacion entre Revolucion y Contrarevolucion porque no puede existir reconciliacion entre ricos y pobres, explotadores y explotados"/ "Non puo' esserci riconciliazione tra Rivoluzione e Controrivoluzione perche' non può' esistere riconciliazione tra ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati." Vietato scordare. CONTATTI : amistadcuba@gmail.com . ALTRI N.S. BLOG'S :http://internazionalismo.leonardo.it/blog ....e...http://5eroicubani.leonardo.it/blog Autore Blog by Sandino Piombino |
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FIDEL CHE CAMILO..revolucion cubana
Con Fidel e la rivoluzione Cubana
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mer, 16 maggio 2012 12:59
Gli USA aggiornano e rinforzano le restrizioni dei viaggi a Cuba
Gli USA aggiornano e rinforzano le restrizioni dei viaggi a Cuba Washington, 15 mag (Prensa Latina) Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti raddoppiò la supervisione dei viaggi a Cuba ed annunciò che la violazione delle restrizioni sarà punita con multe di 65 mila dollari e fino alla sospensione delle licenze, tra le altre azioni. In un comunicato dell'Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC), ascritta al Tesoro, il governo del presidente Barack Obama aveva fatto notare nel marzo scorso che avrebbe punito qualunque tentativo per fare turismo sotto la politica stabilita dalla Casa Bianca. L'avvertimento di Washington è stato diretto ad annunci che suggeriscono l'opzione che i viaggiatori avranno tempo libero sull'isola per realizzare attività fuori dal programma educativo. Questa è un'impressione scorretta e può essere punita con la sospensione della licenza, ha sottolineato l'OFAC. Questa avvertenza dell'amministrazione Obama sul carattere non turistico delle licenze di viaggio ubbidisce a pressioni ricevute dai legislatori conservatori della destra cubano-americana, contro gli scambi culturali ed educativi, hanno pensato gli analisti politici. L'aggiornamento nelle proibizioni si applica a cittadini statunitensi senza vincoli familiari con cubani, ed a partire da adesso, i richiedenti delle licenze devono spiegare per che motivo devono riunirsi con alti funzionari nell'isola antillana, come osserva il mezzo digitale Capitolhillcubans.com. Inoltre l'OFAC ha dichiarato che un rappresentante del possessore della licenza sia presente in ogni viaggio, ed ha sottolineato che i viaggi di turismo a Cuba sono illegali dal punto di vista della Casa Bianca e possono multarsi con 65 mila dollari. Questa risoluzione del Tesoro è stata stipulata su richiesta del senatore repubblicano per la Florida, Marcos Rubio, che ha sollecitato nel Congresso revisioni più approfondite degli itinerari e del programma in generale, perché è difficile maneggiare ed evitare le illiceità, ha affermato. In gennaio del 2011 Obama ha permesso una distensione relativa nella proibizione dei contatti con Cuba, ed ha permesso che compagnie aeree ed agenzie potessero organizzare viaggi alla nazione caraibica, ma solo con fini culturali ed educativi. Però, il 25 luglio scorso, l'OFAC aveva chiarito che la distensione concessa da Washington sulle visite di statunitensi alla nazione antillana sarebbe un errore interpretarla come una promozione del turismo. Un requisito è che ogni viaggiatore deve avere un itinerario completo delle attività di scambio educativo. La pubblicità che sembra deviare da questa ingiunzione potrebbe essere oggetto di verifica, ha concluso il comunicato federale. Ig/jvj
mar, 15 maggio 2012 21:22
Le Riflessioni del compagno Fidel :- Gli orrori che ci offre l’impero -
L'Avana. 15 Maggio 2012
Le Riflessioni del compagno Fidel Gli orrori che ci offre l’impero (da CubaDebate) Un dispaccio della principale agenzia di notizie nordamericana AP, con data di oggi, a Monterrey, in Messico, lo spiega con indiscutibile chiarezza. Non è il primo, nè sarà indubbiamente l’ultimo su una realtà che spiana la montagna di menzogne con cui gli Stati Uniti pretendono di giustificare il destino disumano che riservano ai popoli di Nuestra America. Che cosa dice il dispaccio? “MONTERREY, Messico (AP) Quarantanove cadaveri decapitati e mutilati sono stati trovati in un lago di sangue, abbandonati su una strada che vincola il nord della metropoli messicana di Monterrey con la frontiera degli Stati Uniti, in quello che appare il colpo più recente di una scalata della guerra d’intimidazione tra le bande dei narcotrafficanti.
I cadaveri di 43 uomini e 6 donne sono stati trovati alle 4 di mattina, domenica, vicino al paese di San Juan, in una strada dove non si paga il pedaggio e che conduce alla città di frontiera di Reynosa. Nell’arco di pietra che riceve i visitatori del paese, qualcuno ha scritto con un aerosol la frase “100% Zeta”. Il portavoce della sicurezza del governo nello stato settentrionale di Nuevo León, Jorge Domene, ha detto in una conferenza stampa che con i corpi in decomposizione c’era una ‘narcomanta’, ossia un’indicazione con cui il gruppo Gli Zeta si è attribuito il massacro. I corpi erano senza vita da 48 ore, per cui le autorità pensano che non siano stati assassinati nel luogo. Nessuno ha la testa e sono state mutilate le estremità inferiori e superiori, e questo complica le identificazioni, ha detto il funzionario. Il Procuratore dello stato, Adrián de la Garza, ha detto che non esistono denunce di scomparse negli ultimi giorni, per cui le vittime potrebbero essere persone di altri Stati messicani o anche immigranti centroamericani che cercavano d’andare negli Stati Uniti. I cartelli messicani della droga stanno sferrando una guerra sempre più sanguinosa per il controllo delle rotte del contrabbando, così come il mercato locale della droga e dell’ estorsione, le cui vittime includono i migranti che cercano di raggiungere gli Stati Uniti. Nel mese di maggio 18 corpi sono stati trovati in una zona turistica vicina a Guadalajara; 23 cadaveri sono stati trovati, decapitati o appesi a un ponte nella città di frontiera di Nuevo Laredo, dove la violenza tra i cartelli è aumentata. Quest’anno sono apparsi corpi negli stati di Veracruz, Guerrero, Morelos, Jalisco, Tamaulipas e Nuevo León. Ha affermato che non esistono piste che la nuova ondata di violenza abbia relazione con le elezioni presidenziali che si svolgeranno in luglio. È la dinamica della guerra tra cartelli, ha detto. Il portale in Internet BBC Mondo informa che: Le scene di corpi decapitati e mutilati a Nuevo León, dove 49 corpi sono stati gettati sulla strada questa domenica, hanno scosso molti per l’estrema barbarie dimostrata dagli assassini, anche in Messico, dove dopo cinque anni d’intensa guerra tra cartelli sembrava si fosse visto di tutto. Non pochi dei paesi di Nuestra America sono colpiti da questi problemi. Nella nostra Patria questi problemi di cui si parla non esistono: sarà per questo che l’impero cerca di farla arrendere per fame e ostilità? Mezzo secolo non è stato sufficiente e dubito molto che l’impero disponga di un altro mezzo secolo prima che, presto o tardi, affondi nel suo stesso fango. Fidel Castro Ruz 14 Maggio del 2012 Ore 16.36 (Traduzione Gioia Minuti)
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lun, 14 maggio 2012 19:59
Riflessioni Comandante FIDEL : - Il 67º anniversario della vittoria sul nazi-fascismo -
Riflessione Comandante FIDEL Il 67º anniversario della vittoria sul nazi-fascismo Nessun fatto politico può essere giudicato al di fuori della sua epoca e delle circostanze in cui è avvenuto. Nessuno conosce nemmeno l’uno per cento della favolosa storia dell’uomo, ma grazie a questa, conosciamo avvenimenti che toccano i limiti dell’inimmaginabile. Il privilegio d’aver conosciuto persone ed anche luoghi dove avvennero alcuni dei fatti relazionati alla storica battaglia, incrementava l’interesse con cui aspettavo quest’anno la commemorazione. La colossale prodezza fu il frutto dell’eroismo di un insieme di popoli che la Rivoluzione e il socialismo avevano unito e vincolato, per porre fine al brutale sfruttamento che il mondo aveva sopportato per millenni. I russi sono sempre stati orgogliosi d’aver guidato quella Rivoluzione e dei sacrifici che permisero di realizzarla. Questo importantissimo anniversario della vittoria non lo si poteva comprendere sotto il segno di una bandiera e un nome differente a quello che presidiò l’eroismo dei combattenti della Grande Guerra Patria. Restava qualcosa senza dubbio intoccabile e incancellabile: l’inno, al suono delle cui indimenticabile note milioni di uomini e donne sfidarono la morte e schiacciarono gli invasori, che volevano imporre mille anni di razzismo e olocausto a tutta l’ umanità. Con queste idee nella mia mente, ho trascorso piacevolmente le ore dedicate alla sfilata più organizzata e marziale che si potesse mai immaginare, i cui protagonisti erano uomini formati nelle università militari russe. Gli yankee e gli eserciti sanguinari della NATO sicuramente non si possono immaginare che i crimini commessi in Afganistan, Iraq e Libia; gli attacchi in Paquistan e in Siria; le minacce contro l’Iran e altri paesi del Medio Oriente; le basi militari in America Latina, Africa e Asia si possono portare avanti con assoluta impunità, senza che il mondo prenda coscienza dell’ insolita e assurda minaccia. Come le dimenticano presto gli imperi, le lezioni della storia! La tecnica militare esibita a Mosca il 9 maggio mostrava l’impressionante capacità della Federazione Russa di offrire risposte adeguate e variabili ai più sofisticati mezzi convenzionali nucleari dell’imperialismo. È stata la cerimonia che ci aspettavamo nel glorioso anniversario della vittoria sovietica contro il fascismo.
Fidel Castro Ruz 10 maggio 2012 Ore 20.14
dom, 06 maggio 2012 13:12
Chi firma l'editoriale di Radio Marti contro il cardinale Jaime Ortega?/¿Quién firma el editorialVietato usare la parola “riconciliazione” a MIAMI No se puede usar la palabra “reconciliación” a MIAMI Chi firma l'editoriale di Radio Marti contro il cardinale Jaime Ortega?
5 maggio 2012 - Edmundo Garcia http://cambiosencuba.blogspot.it/ Carlos Garcia, direttore della mal chiamata Radio e Televisione Martì, ha firmato un editoriale che è stato pubblicato come testo principale sulla prima pagina di questa stazione, intitolato "I limiti del Cardinale", dove si somma tutta la brutalità con cui gli estremisti di sempre stanno perseguitando il Cardinale Jaime Lucas Ortega e Alamino, Arcivescovo de L'Avana. Il pretesto questa volta sono alcune parole del Cardinale all'Università di Harvard, ma avrebbe potuto essere stato altro. Farebbe lo stesso qualunque cosa perché, ciò che realmente desiderano, è calmare la frustrazione tirando le loro menzogne ââcontro il prestigio e i risultati, in termini di convivenza e concordia, che ha ottenuto Sua Eminenza il Cardinale Jaime Ortega nel dialogo con il governo cubano. Nel suo editoriale Carlos Garcia considera il cardinale un arrogante, gli dice lacchè, carente di comprensione e privo di pietà e misericordia. Poiché parla a nome di Radio e TV Marti, che è un'Agenzia Federale del Governo degli Stati Uniti, qualcuno dovrebbe chiarire se é questa la posizione ufficiale, rispetto alla figura del Cardinale Ortega, del governo di Barack Obama; nel qual caso dovrebbe essere espressa dal Dipartimento di Stato e non da un'emittente radiotelevisiva. Oppure, se Carlos Garcia sta cercando di fare politica estera da un angolo di Miami usurpando funzioni che non gli appartengono, o è solo un'altra di quelle decisioni che si verificano a Miami per andare d'accordo con l'estrema destra cubano americana che cerca di sequestrare la voce di questa comunità. Potrebbe essere qualcosa di questo tipo, perché lo stesso Carlos Garcia non si preoccupa di spiegare che "Radio e TV Martí sono tenuti a interpretare i fatti", frase che dimostra che un qualche tipo di pressione l'ha sentita il parvenu editorialista. Carlos Garcia considera "una canagliata" che il Cardinale Ortega abbia detto la verità al suo pubblico ad Harvard, che tra coloro che hanno invaso il Santuario Diocesano e la Basilica di Nostra Signora della Carità, a L'Avana il 13 marzo, c'erano delinquenti, un estradato da una prigione negli Stati Uniti e uno condannato per esibizionismo; invasori che se ne andarono senza l'uso della forza, come ha dichiarato la Chiesa stessa il 15 marzo. Carlos Garcia é stato anche disgustato dal fatto che il Cardinale Ortega abbia rivelato che il recentemente scomparso Mons. Agustín Román gli abbia detto, durante una visita a Miami, di non menzionare qui la parola "riconciliazione". Sembra che Carlos Garcia non abbia molta familiarità con la città di Miami, perché la parola "riconciliazione" è ancora pericolosa per essere pronunciata nei media controllati dalla destra cubano-americana; come la parola "dialogo", o la frase "viaggi a Cuba". Sono ancora fresche le immagini dell'imbarazzante mea culpa che uno sportivo, del prestigio di Ozzie Guillen, ha dovuto fare per aver dato un'opinione, sul Comandante in Capo Fidel Castro, alla rivista TIME; ed è ancora sotto indagine l'attentato contro gli uffici della Broker Airline l'agenzia che ha gestito i viaggi a Cuba per assistere all'incontro pastorale con Papa Benedetto XVI. Se questo è successo la settimana scorsa, che cosa non sarebbe avvenuto quindici anni fa circa l'uso pubblico del termine "riconciliazione". Nell'insolito editoriale Carlos Garcia si fa dolente e si erge a difensore della memoria di Mons. Román, assegnando a se stesso l'opportunistico compito di ripulire la sua storia. Quello che Garcia non dice è che il Mons. Agustín Román ha fatto questa raccomandazione al Cardinale Ortega consapevolmente perché lui stesso era stato vittima degli estremisti di Miami quando si propose di agire nel senso della "riconciliazione" con la gente dell'isola. L'esperto giornalista Lázaro Fariñas, che per decenni ha vissuto a Miami e la conosce perfettamente, ha dato testimonianza di ciò che aveva patito Mons. Roman sotto le pressioni di coloro che oggi dicono di difenderlo. In un'apparizione, il 3 maggio, nel programma "La tarde se mueve", che conduco a Miami dalle 5 alle 6 del pomeriggio dalla frequenza 14.50 AM, Lazaro ha ricordato che aveva conosciuto Mons. Roman durante una cerimonia svoltasi nei primi anni 90 nel parco Martì de calle 8, dove un sacerdote infuriato disse che per risolvere il problema cubano il meglio era porre una bomba e uccidere il C.te in Capo Fidel Castro e tutti i suoi accompagnatori. Secondo Fariñas, lo stesso Mons. Roman aveva considerato queste parole come un oltraggio. Ma fu alcuni anni dopo questo personale incontro che apparve manifesta l'intolleranza contro Mons. Roman, quando di fronte a un forte ciclone che colpì l'isola propose di raccogliere aiuti a sostegno del popolo cubano insieme alla Caritas, con il sostegno generale di settori di Miami, e cominciò ad essere intimidito dalle stazioni radio di questa città perché consideravano che ciò era porsi dalla parte del governo di Cuba. Gli si avvicinarono anche persone senza scrupoli e con una storia di violenza, come José Basulto e Ramon Saul Sanchez, che insistettero nell'impacchettare gli aiuti in propaganda politica anti cubana. Fariñas ricordava il volto di paura del Mons. Roman alla televisione di Miami, nascondendosi sotto un largo cappello mentre faceva le sue dichiarazioni. no Mons. Roman ora lo difendono contrapponendolo al Cardinale Ortega. Il giornalista Lazaro Farinas ha concluso che non era affatto sorpreso che Mons. Agustín Román abbia raccomandato al Cardinale Jaime Ortega di non utilizzare la parola "riconciliazione" nelle sue omelie a Miami, perché sapeva, per propria esperienza, l'ira che poteva suscitare. L' "editorialista" Carlos Garcia qualifica Mons. Agustín Román come "vescovo esiliato" ed è vero, perché Mons. Ramon apparteneva a quella vecchia Chiesa che agli inizi della Rivoluzione cubana si prestò a sabotarla, proteggendo fuggiaschi e sequestratori, cooperando a campagne preparate all'estero come l'Operazione Peter Pan e altre, contando sul risentimento di sacerdoti franchisti di stanza nell'isola; il fronte più ampio su cui contò la controrivoluzione. Nel contesto della nascente Rivoluzione persone come Mons. Agustin Roman semplicemente non si adattavano, non si ritrovavano nel giovane progetto cubano e terminarono a Miami come parte di quella chiesa tradizionalista, legata alla estrema destra cubana e agli interessi del governo degli Stati Uniti. Alla fine Mons. Roman arrivò perfino a sottoscrivere lettere all'allora Presidentessa di Panama Mireya Moscoso perchè indultasse il terrorista Luis Posada Carriles e i suoi complici. Di sicuro, neppure dopo la sua morte la destra cubano americana di Miami ha rispettato Mons. Roman e obbligò il suo corteo funebre a fare una sosta presso il monumento agli invasori della Baia dei Porci, prima di portarlo al suo luogo di riposo. In Miami si é scatenata una persecuzione e vessazione verbale contro il Cardinale Jaime Ortega, che rappresenta una nuova Chiesa. Una Chiesa aperta che si è seduta per conversare con il governo cubano, con altri gruppi religiosi dentro Cuba, con settori di emigrati, con politici e accademici nord americani e di altre parti del mondo. Questa nuova fase della relazione tra la Chiesa cattolica e il governo cubano viene salutata dai principali leader internazionali; proprio oggi la stampa cubana ha pubblicato una lettera di Sua Santità Benedetto XVI al Presidente di Cuba Raul Castro, ricevuta il 27 aprile, in cui ringrazia per tutte le attenzioni offerte nel suo viaggio sull'isola, desiderando per il governo, il popolo cubano e la Chiesa molti successi nel processo di trasformazione sociale che si sono programmati. Sua Santità dice, in una parte della sua lettera, che: "Cuba continui ad avanzare con decisione sul cammino della libertà, della solidarietà e della concordia, per il bene comune ed il retto progresso di tutti i suoi figli e figlie". Questo spirito di cordialità e di speranza che si respira nelle forze sane della società cubana, non ha nulla a che fare con il risentimento che si esprime a Miami contro l'eminente figura del Cardinale Jaime Ortega. E prima di terminare chiedo di nuovo: L'editoriale contro il Cardinale Jaime Ortega che Carlos Garcia firma a nome di una Agenzia Federale del Governo degli Stati Uniti: è una posizione personale o è la posizione ufficiale del Governo di Obama? Penso che il Dipartimento di Stato dovrebbe fornire una risposta. ¿Quién firma el editorial de Radio Martí contra el Cardenal Jaime Ortega? Por Edmundo García Carlos García, Director de la mal llamada Radio y Televisión Martí, ha firmado un Editorial que aparece publicado como texto principal en la página frontal de esa estación, titulado “Los límites del Cardenal”, donde se suma al ensañamiento con que los extremistas de siempre están acosando al Cardenal Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arzobispo de La Habana. El pretexto esta vez son unas palabras del Cardenal en la Universidad de Harvard, pero pudo haber sido otro. Les da lo mismo cualquier cosa porque lo que realmente desean es calmar la frustración tirando sus mentiras contra el prestigio y los logros en términos de convivencia y concordia que ha conseguido Su Eminencia el Cardenal Jaime Ortega en diálogo con el gobierno cubano. En su Editorial Carlos García considera al Cardenal un arrogante, le dice lacayo, carente de comprensión y falto de piedad y misericordia. Como habla en nombre de Radio y Televisión Martí, que es una Agencia del Gobierno Federal de los Estados Unidos, alguien debería aclarar si es esta la posición oficial respecto a la figura del Cardenal Ortega del Gobierno de Barack Obama, en cuyo caso debería ser expresada por el Departamento de Estado y no por una emisora de radio y televisión. O si Carlos García está tratando de hacer política exterior desde un rincón de Miami usurpando funciones que no le pertenecen, o se trata solamente de otro de esos libretazos que se dan en Miami para quedar bien con la extrema derecha cubanoamericana que intenta secuestrar la voz de esta comunidad. Pudiera ser algo de esto, porque el propio Carlos García no se cuida de explicar que “Radio y Televisión Martí están obligados a interpretar los hechos”, frase que demuestra que algún tipo de presión ha sentido el editorialista advenedizo. Carlos García considera “una canallada” que el Cardenal Ortega dijera la verdad a su auditorio en Harvard; que entre aquellos que invadieron el Santuario Diocesano y Basílica Menor de Nuestra Señora de la Caridad en La Habana el 13 de marzo habían delincuentes, un extraditado desde una prisión en los Estados Unidos y un sancionado por exhibicionismo; invasores que salieron sin que se usara la fuerza, como declaró la propia Iglesia el día 15 de marzo. También le disgustó a Carlos García que el Cardenal Ortega haya revelado que el recién fallecido Mons. Agustín Román le dijera durante una visita a Miami que no mencionara aquí la palabra “reconciliación”. Parece que Carlos García aún no conoce muy bien la ciudad de Miami, porque la palabra “reconciliación” todavía es peligrosa para ser pronunciada en medios controlados por la derecha cubanoamericana; como la palabra “diálogo”, o la frase “viajes a Cuba”. Aún están frescas las imágenes del bochornoso mea culpa que tuvo que hacerse un deportista del prestigio de Ozzie Guillén por dar una opinión sobre el Comandante en Jefe Fidel Castro a la revista TIME; y aún está bajo investigación el atentado contra las oficinas de Airline Broker, la agencia que operó los viajes a Cuba para asistir al encuentro pastoral con el Papa Benedicto XVI. Si eso pasó hace una semana, qué no estaría pasando quince años atrás alrededor del uso público del término “reconciliación”. En el inusual Editorial Carlos García se hace el dolido y se erige en defensor de la memoria de Mons. Román, asignándose a sí mismo la oportunista tarea de limpiar su historial. Lo que no dice Carlos García es que Mons. Agustín Román le hizo esa recomendación al Cardenal Ortega con conocimiento de causa; porque él mismo había sido víctima de los extremistas de Miami cuando se propuso actuar en el sentido de la “reconciliación” con el pueblo de la isla. El experimentado periodista Lázaro Fariñas, que por décadas ha vivido en la ciudad de Miami y la conoce perfectamente, dio testimonio de lo que había padecido Mons. Román bajo las presiones de esos que hoy dicen defenderlo. En una comparecencia ayer 3 de mayo en el programa “La tarde se mueve”, que conduzco en Miami de 5 a 6 de la tarde por la frecuencia 14.50 AM, Lázaro Fariñas recordó que había conocido a Mons. Román en un acto que se celebró a principio de los años 90 en el parque Martí de la calle 8, donde un cura enardecido dijo que para solucionar el problema cubano lo mejor era poner una bomba y matar al Comandante en Jefe Fidel Castro junto a todos sus acompañantes. Según Fariñas, el propio Mons. Román había considerado esas palabras como una barbaridad. Pero fue unos años después de ese encuentro personal que se puso bien de manifiesto la intolerancia contra Mons. Román, cuando ante un fuerte ciclón que afectó la isla propuso recoger ayuda solidaria para el pueblo cubano junto a Caritas, con el apoyo general de sectores de Miami; y comenzó a ser intimidado por las estaciones de radio de esta ciudad porque consideraban que eso era ponerse de parte del gobierno de Cuba. Incluso se le acercaron personas inescrupulosas y con historial de violencia, como José Basulto y Ramón Saúl Sánchez, que se empeñaron en empaquetar las ayudas en propaganda política anticubana. Fariñas recordaba ayer la cara de miedo de Mons. Román en la televisión de Miami, escondiéndose bajo un ancho sombrero mientras hacia sus declaraciones. Muchos de quienes entonces aterrorizaban a Mons. Román ahora lo encumbran contraponiéndolo al Cardenal Ortega. El periodista Lázaro Fariñas concluye que no le extraña en absoluto que Mons. Agustín Román le haya recomendado al Cardenal Jaime Ortega no usar la palabra “reconciliación” en sus homilías en Miami, porque por propia experiencia sabía la ira que podía despertar. El “editorialista” Carlos García califica a Mons. Agustín Román como “Obispo exiliado”, y es verdad, porque Mons. Román perteneció a aquella vieja Iglesia que en los comienzos de la revolución cubana se prestó para sabotearla, protegiendo a prófugos y secuestradores, secundando campañas preparadas en el extranjero como la Operación Pedro Pan y otras, y contando para ello con el rencor de curas franquistas destacados en la isla, el frente más amplio con el que contó la contrarrevolución. En el contexto de la naciente revolución personas como Mons. Agustín Román sencillamente no cabían, sobraban en el joven proyecto cubano y acabaron en Miami como parte de aquella tradicionalista iglesia, vinculada a la extrema derecha cubana y los intereses del gobierno de los Estados Unidos. Con el tiempo Mons. Román llegó hasta suscribir cartas a la entonces Presidenta de Panamá Mireya Moscoso para que indultara al terrorista Luis Posada Carriles y sus cómplices. Por cierto, ni siquiera después de su muerte la derecha cubanoamericana de Miami respetó la paz de Mons. Román y obligó a su cortejo fúnebre a hacer un alto en el monumento a los invasores de Playa Girón, antes de llevarlo a su lugar de descanso. En Miami se ha desatado una persecución y acoso verbal contra el Cardenal Jaime Ortega, quien representa una nueva Iglesia. Una Iglesia abierta que se ha sentado a conversar con el gobierno cubano, con otros grupos religiosos dentro de Cuba, con sectores de emigrados, con políticos y académicos norteamericanos y de otras partes del mundo. Esta nueva etapa de la relación entre la Iglesia católica y el gobierno cubano la saludan los principales líderes internacionales; precisamente hoy la prensa cubana ha publicado una carta de Su Santidad Benedicto XVI al Presidente de Cuba Raúl Castro, recibida el pasado 27 de abril, donde le agradece todas las atenciones ofrecidas en su viaje a la isla, deseándole al gobierno, al pueblo cubano y a la Iglesia muchos éxitos en el proceso de transformación social que se han planteado. Dice Su Santidad en una parte de su misiva: “que Cuba continúe avanzando con decisión por los caminos de la libertad, la solidaridad y la concordia, para el bien común y el recto progreso de todos sus hijos e hijas”. Este espíritu de cordialidad y esperanza que se respira en las fuerzas sanas de la sociedad cubana, nada tiene que ver con el resentimiento que se expresa en Miami contra la sobresaliente figura del Cardenal Jaime Ortega. Y antes de terminar vuelvo a preguntar: El editorial contra el Cardenal Jaime Ortega que firma Carlos García en nombre de una Agencia Federal del Gobierno de los Estados Unidos: ¿es una posición personal o es la posición oficial del Gobierno de Barack Obama? Creo que el Departamento de Estado debería dar una respuesta.
Cardinale Jaime Ortega a Destra Immagini inserite da internet dagli amici di Cuba gruppo "Italo Calvino" Pombino Val Di Cornia (LI) post tratto da http://www.cubainforma.it/ ven, 04 maggio 2012 20:34
Le Riflessioni del compagno Fidel : - Il Premio Nobel della Pace -![]() Le Riflessioni del compagno Fidel Il Premio Nobel della Pace (da CubaDebate) Parlerò appena del popolo cubano che un giorno spazzò via della sua Patria il dominio degli Stati Uniti, quando il sistema imperialista aveva raggiunto la cupola del suo potere. Si sono visti sfilare uomini e donne delle più diverse età il 1º maggio, per le piazze più simboliche di tutte le province dell’Isola. La nostra Rivoluzione è sorta nel luogo meno aspettato dall’impero, in un emisfero dove agiva da padrone assoluto Cuba è passata dall’essere l’ultimo paese a liberarsi dal giogo coloniale spagnolo, al primo a scuotersi di dosso l’odiosa tutela imperialista. Oggi penso soprattutto alla fraterna Repubblica bolivariana del Venezuela, alla sua lotta eroica contro il saccheggio spietato delle risorse che la natura ha concesso a questo nobile e abnegato popolo che un giorno portò i suoi soldati negli angoli più appartati di questo continente per mettere in ginocchio il potere militare spagnolo. Cuba non necessita spiegare perchè siamo stati solidali, non solo con tutti i paesi di questo emisfero, ma anche con molti dell’Africa e di altre regioni del mondo. La Rivoluzione bolivariana è stata solidale a sua volta con la nostra Patria e il suo appoggio al nostro paese si è trasformato in un fatto di grande importanza negli anni del periodo speciale. Questa cooperazione, senza dubbio, non è stata frutto di alcuna sollecitudine da parte di Cuba, così come non furono stabilite condizioni di sorta ai popoli che necessitavano i nostri servizi d’educazione o di medicina. Al Venezuela avremmo offerto in qualsiasi circostanza il massimo aiuto. Cooperare con altri popoli sfruttati e poveri è sempre stato, per i rivoluzionari cubani, un principio politico e un dovere verso l’umanità. Mi soddisfa enormemente osservare, come ho fatto ieri attraverso la Venezuelana di Televisione e TeleSur, il profondo impatto che ha prodotto nel fraterno popolo del Venezuela la Legge Organica del Lavoro promulgata dal leader bolivariano e presidente della Repubblica, Hugo Chávez Frías. Non avevo mai visto nulla di simile nello scenario politico del nostro emisfero. Ho prestato attenzione all’enorme folla che si è riunita nelle piazze e nelle strade di Caracas, e soprattutto alle parole spontanee dei cittadini intervistati. Poche volte ho visto, e forse mai prima, il livello d’emozione e di speranza che costoro ponevano nelle loro dichiarazioni. Si poteva osservare con chiarezza che l’immensa maggioranza della popolazione è costituita da umili lavoratori. Una vera battaglia delle idee si sta sferrando con forza. Rafael Correa, presidente dell’Ecuador, ha dichiarato coraggiosamente che, più che in un’epoca di cambio, stiamo vivendo un cambio d’epoca. Tutti e due, Rafael Correa e Hugo Chávez sono cristiani. Obama in cambio, che cos’è? In cosa crede? Nel primo anniversario dell’assassinio di Bin Laden, Obama compete con il suo rivale Mitt Romney nel giustificare quell’azione perpetrata in un’installazione prossima all’ Accademia Militare del Paquistan, un paese musulmano alleato degli Stati Uniti. Marx e Engels non parlarono mai di assassinare i borghesi: nel vecchi concetti i giudici giudicavano e i boia facevano le esecuzioni. Non ci sono dubbi che Obama è stato cristiano; con una delle specificità di questa religione ha imparato il mestiere di trasmettere le sue idee, un’arte che ha significato molto nella sua ascesa accelerata nella gerarchia del suo partito. Nella dichiarazione dei principi di Filadelfia nel luglio del 1776 si affermava che tutti gli uomini nascono liberi ed uguali e a tutti, il loro creatore, concedeva determinati diritti. Per quel che si conosce, tre quarti di secolo dopo l’indipendenza, gli schiavi negri continuavano ad essere venduti nelle pubbliche piazze con le loro mogli e i figli, e quasi due secoli dopo Martin Luther King, premio Nobel della Pace, fece un sogno, ma fu assassinato. A Obama, il tribunale di Oslo ha ossequiato il suo, e si era trasformato quasi in una leggenda. Senza dubbio, milioni di persone devono aver visto le scene. Il Premio Nobel Barack Obama ha viaggiato rapidamente in Afganistan, come se il mondo non fosse al corrente degli omicidi di massa, dei libri sacri per i musulmani bruciati e degli oltraggi ai cadaveri delle persone uccise. Nessuno, se è onesto, sarà mai d’accordo con le azioni di terrorismo. Ma il presidente degli Stati Uniti ha forse il diritto di giudicare e il diritto d’uccidere, di trasformarsi in tribunale e anche in boia, e compiere tanti crimini in un paese e contro un popolo situato al lato opposto del pianeta? Abbiamo visto il presidente degli Stati Uniti salire trottando gli scalini di una ripida scala in maniche di camicia, avanzare a passo svelto per un corridoio mobile e fermarsi a predicare un discorso ad un nutrito contingente di militari che applaudivano svogliatamente le parole dell’illustre presidente. Quegli uomini non erano tutti nati cittadini nordamericani. Pensava nelle colossali spese che questo implica e che il mondo paga, perchè, chi si fa carico di questa enorme spesa che gia supera i 15 miliardi di dollari? Questo è quello che offre all’umanità l’illustre Premio Nobel della Pace. Fidel Castro Ruz 3 Maggio del 2012 Ore 19.50. (Traduzione Gioia Minuti) Abbonatevi al Granma Internacional in Italiano.
gio, 03 maggio 2012 20:15
1° maggio a Cuba : comunicato del CLC letto dal segretario generale Salvador Valdès Mesa
Questa grande mobilitazione è la genuina espressione dell’appoggio dei lavoratori e del popolo alla Rivoluzione ed al Socialismo
Comunicato della Centrale dei Lavoratori di Cuba, letto dal suo segretario generale, Salvador Valdés Mesa, nella Piazza della Rivoluzione José Martí
1.05.2012 - www.granma.cubaweb.cu
Generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri. Invitati Lavoratrici e lavoratori Compatrioti: Con immensa allegria ed infinito orgoglio festeggiamo ancora una volta il Primo Maggio in una Patria libera, indipendente, sovrana e degna, convertendo la sua celebrazione in una giornata di riaffermazione ed impegno per il compimento delle Direttive di Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione, approvate nel VI Congresso, proposito nel quale i lavoratori ed il movimento sindacale siamo i principali protagonisti nell’impegno supremo di materializzare l’attualizzazione del modello economico cubano. Inoltre, la grande mobilitazione che si svolge in questo momento in numerose località del paese rappresenta la più genuina espressione dell’appoggio dei lavoratori e di tutto il nostro popolo alla Rivoluzione ed al Socialismo. In questa battaglia economica, non esente da ostacoli e difficoltà, è opportuno elevare in maniera costante i livelli di produzione e la produttività del lavoro, la disciplina lavorale, la qualità, così come affermare la consapevolezza che il risparmio è una delle nostre principali fonti di risorse, come strada maestra per raggiungere l’efficienza che il paese richiede. Convochiamo a concentrare i nostri maggiori sforzi per compiere i piani di produzione di alimenti e della produzione industriale, con particolare attenzione ai settori che incrementano l’esportazione e permettono di sostituire le importazioni; a spingere accuratamente il processo degli investimenti, amministrare efficientemente le entrate e le uscite delle risorse disponibili ed a garantire la qualità di tutti i servizi prestati. Lavorare con ordine, disciplina ed efficacia, deve essere il principale apporto di ogni cittadino alla Rivoluzione, la cui continuità dipende dalla capacità di eliminare i nostri stessi errori. Questo include affrontare energicamente e sistematicamente qualsiasi manifestazione di delitto, corruzione ed indisciplina sociale, senza eccezioni di nessun tipo ed operando sempre nel rispetto della Legge. All’innalzare in questo Primo Maggio le bandiere dell’unità, partendo dal principio che la Patria, la Rivoluzione ed il Socialismo sono fusi insieme indissolubilmente, i lavoratori ed il popolo ci rendiamo partecipi con energia e fermezza, davanti all’immagine di Martí e lo sguardo dei nostri alti rappresentanti e fondatori che, come ieri, oggi e sempre, l’unità sarà la chiave per preservare e consolidare la nazione e le conquiste economiche e sociali.
Lavoratrici e lavoratori: Pochi giorni fa, a Cartagena de Indias, durante il chiamato Vertice delle Americhe, è stato nuovamente provato il crescente abisso esistente tra la Nostra America martiana e bolivariana, e gli Stati Uniti. Si è resa evidente la ribellione dell’America Latina ed i Caraibi contro l’imposizione dell’impero di escludere Cuba dall’evento e per chiedere la fine del blocco. Questo dimostra che stiamo avanzando verso la nostra seconda indipendenza. Approfittiamo dell’occasione, durante questa numerosa manifestazione popolare e rivoluzionaria, per condannare e per chiedere, senza condizioni, l’eliminazione del criminale blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti al nostro popolo da oltre 50 anni, e per esigere il ritorno alla Patria dei nostri Cinque Eroi, ingiustamente prigionieri. In questa memorabile data inviamo i nostri complimenti alle decine di migliaia di sorelle e fratelli che nei più remoti angoli del pianeta, si consacrano in maniera solidale al compimento di ammirevoli missioni internazionaliste. In questi tempi complessi e rischiosi nei quali è in pericolo la sopravvivenza del genere umano, giunga il nostro messaggio di solidarietà ai popoli ed ai lavoratori che nel mondo sono vittime della crisi globale, protestano e sono brutalmente repressi per reclamare il proprio diritto al lavoro ed alla vita. Esprimiamo la nostra soddisfazione ed il ringraziamento alle delegazioni sindacali, ai movimenti sociali e di solidarietà ed alle altre personalità che, con un gesto fraterno e di appoggio, ci accompagnano. Cubane e cubani: Cominciamo il nostro corteo, uniti e combattivi. Per la Patria, per Fidel e Raul, per il Partito, per la Rivoluzione e per 'preservare e perfezionare il Socialismo' per elevare il benessere e lo sviluppo del nostro popolo. Per la pace ed il futuro dell’umanità Avanti, compatrioti!
mer, 02 maggio 2012 22:52
Lo stato della Florida rinforza il blocco contro Cuba Lo stato della Florida rinforza il blocco contro Cuba 2 maggio 2012 - www.granma.cu Il governatore della Florida, Rick Scott, ha fatto un nuovo passo per rinforzare il blocco degli Stati Uniti contro Cuba, firmando una legge che proibisce l’accesso ai fondi pubblici alle compagnie che fanno affari con l’Isola, ha informato PL. La Legge 959 del meridionale stato, che danneggia anche la Siria, è stata auspicata dal senatore repubblicano René García, e dai congressisti statali Carlos López Cantera e Michael Bileca, d’origine cubana. “I Governi di Cuba e della Siria sono tra i quattro paesi che gli Stati Uniti considerano promotori di terrorismo e i fondi dei contribuenti della Florida non devono servire in maniera alcuna a potenziarli”, ha giustificato Scott, firmando la legislazione, come ha citato EFE. “È imperativo che la Florida e gli Stati Uniti continuino a fare pressioni economiche su questi paesi”, ha detto ancora il governatore. La discussa misura entrerà in vigore il 1º luglio prossimo, ed è stata approvata dal potere legislativo della Florida, con un appoggio quasi unanime. Ha però anche ricevuto molte critiche da parte dei due principali soci commerciali dello stato, Brasile e Canada, che hanno avvisato che la nuova legge può allontanare gli investimenti stranieri nel territorio. La Camera di Commercio della Florida, che la scorsa settimana ha approvato una risoluzione invitando il governatore a vietare la legislazione, l’ha definita “incostituzionale”, ha precisato il quotidiano Tampa Bay Times.
mar, 01 maggio 2012 20:42
1° Maggio 2012 a Cuba
Raúl presiede la sfilata del Primo Maggio a L’Avana Il presidente Raúl Castro guida la sfilata centrale del Giorno Internazionale dei Lavoratori in Piazza della Rivoluzione José Martí, che è cominciata alle 7.30 di questa mattina. La manifestazione è iniziata con le parole di Salvador Valdés Mesa, membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e segretario generale della Centrale dei Lavoratori di Cuba. I lavoratori della salute hanno iniziato l’affollatissima marcia di riaffermazione rivoluzionaria, mentre la chiusura avrà come protagonisti le giovani generazioni di studenti medi e delle scuole superiori, i combattenti delle Forze Armate e del Ministero degli Interni, gli sportivi ed i futuri maestri Alla sfilata di Piazza della Rivoluzione nella capitale, si sommano quelle delle principali città capoluogo di provincia e nelle principali strade dei municipi dell’Isola. Agenzia di stampa latinoamericana Prensa Latina - Cuba Raul Castro dirige la marcia per 1° Maggio a L'Avana L'Avana, 1° mag (Prensa Latina) Il presidente cubano, Raul Castro, ha diretto oggi la marcia per il Giorno Internazionale dei Lavoratori a L'Avana, in Piazza della Rivoluzione Josè Martì. Vestito con una guayabera bianca, lo statista arrivò alla 07:29 ora locale (11:29 GMT) alla tribuna che ha diviso con altri dirigenti ed Eroi del Lavoro. Alla manifestazione assistono centinaia di migliaia di operai, impiegati e studenti in 23 blocchi integrati dai sindacati ed inoltre sono presenti circa mille 900 dirigenti sindacali di 117 paesi e 209 organizzazioni, informarono gli organizzatori. I partecipanti esprimono il loro compromesso col compimento delle Linee Guida della Politica Economica e Sociale del Partito e la Rivoluzione, il programma di più di 300 misure promosse un anno fa per il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, ha aggiunto la fonte. L'occasione è una cornice per esigere la sospensione dell'ostilità statunitense e per il ritorno dei Cinque cubani Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez, che furono arrestati in questo paese quasi 14 anni fa.
Ig/ro
Machado Ventura presiede la sfilata operaia a Santiago di Cuba José Ramón Machado Ventura, Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, ha guidato con il popolo di Santiago il Giorno Mondiale del Proletariato, in Piazza della Rivoluzione Antonio Maceo. Più di 700.000 persone si sono riunite in questo luogo, testimone d’importanti avvenimenti della storia rivoluzionaria cubana, per riaffermare il loro appoggio alla Rivoluzione e al Socialismo, con giubilo e allegria.
Il popolo ha celbrato con grande allegria la Patria libera, indipendente e sovrana Il segretario generale della Centrale dei Lavoratori di Cuba, Salvador Valdés Mesa, ha detto in questo Primo di Maggio che il popolo celebra con enorme allegria una Patria libera, indipendente e sovrana e che il precetto essenziale è preservare e perfezionare il socialismo, parola d’ordine della giornata. Questa battaglia economica non è esente da difficoltà ed è necessario elevare la qualità del lavoro e la coscienza del risparmio, ha esortato il membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito. Valdés Mesa ha convocato i cubani a realizzare la produzione degli alimenti e ad amministrare con efficienza le entrate e le spese di bilancio, ed ha chiamato i lavoratori a lavorare con ordine e disciplina. La marcia nella capitale è stata aperta dal blocco dei lavoratori della sanità, tra i quali gli infermieri internazionalisti, che hanno portato le 66 bandiere dei paesi in cui prestano il loro lavoro solidale. Il popolo rivoluzionario che ha sfilato per tutta Cuba, lo ha fatto anche con l’impegno di seguire le Linee di Politica economica e sociale del Partito e della Rivoluzione e gli obiettivi della Prima Conferenza del PCC, approvati nel VI Congresso del Partito e nella sua Prima Conferenza Nazionale. (Traduzione Granma Int.)
lun, 30 aprile 2012 21:02
Cuba 1° maggio : -Domani tutti alla Sfilata! -![]() Immagine di repertorio 2011 Domani tutti alla Sfilata! 29 aprile 2012 - www.granma.cu Comincerà alle 7.30 di domani in Piazza della Rivoluzione José Martí. Sarà trasmessa dal vivo, dalla televisione e le radio cubane. Sarà una giornata di partecipazione di massa e di riaffermazione rivoluzionaria in tutta l’Isola. La sfilata centrale nazionale con la quale i lavoratori e il popolo festeggeremo il Primo Maggio comincerà alle 7.30 nella storica Piazza della Rivoluzione. La festa nella capitale sarà una manifestazione di massa aperta da 50000 lavoratori della sanità e chiusa dalle giovani generazioni di studenti delle scuole medie e superiori, dai combattenti delle FAR e del MININT, sportivi e futuri maestri. Con questa sfilata, oltre a quelle che si effettueranno nelle piazze e nelle strade principali dei capoluoghi provinciali dei municipi del paese, la celebrazione del Giorno Nazionale dei Lavoratori servirà per ratificare la ferma decisione dei cubani di continuare a lottare per preservare e perfezionare il socialismo, il loro impegno con il compimento delle Linee di Politica economica e sociale del Partito e la Rivoluzione e per esigere l’eliminazione del criminale blocco imposto al nostro popolo, e la liberazione e il ritorno in Patria dei nostri Cinque Eroi. Cubavisión, Cubavisión Internacional, Radio Rebelde e Radio Habana Cuba trasmetteranno dal vivo tutte le immagini della grande sfilata in Piazza della Rivoluzione. “Sarà una nuova dimostrazione di unità!” Ha dichiarato Salvador Valdés Mesa poche ore prima della mobilitazione di massa Il Primo Maggio è la Festa dei Lavoratori, e a Cuba si sommano le famiglie intere, e per questo è di tutti l’allegria che mobilita a festeggiare con orgoglio l’opera della Rivoluzione, a celebrare la nostra libertà e la nostra indipendenza, ed è di tutti l’impegno per affrontare le grandi sfide che implicano l’attualizzazione del nodello economico cubano e la decisione di preservare e perfezionare il socialismo. “La mobilitazione di domani sarà una nuova dimostrazione dell’unita indistruttibile dei lavoratori e del popolo attorno alla Rivoluzione e al Partito, a Fidel e a Raúl!” Lo ha affermato parlando al quotidiano Granma, Salvador Valdés Mesa, membro del Burò Politico e segretario generale della Centrale dei Lavoratori di Cuba poche ore prima delle sfilate che si svolgeranno in Piazza della Rivoluzione José Martí, a L’Avana e nel resto dell’ Isola, nei capoluoghi provinciali e nei municipi. La sfilata nella capitale Per la sfilata di domani i sindacati stanno ultimando i dettagli nei 15 Municipi della capitale, organizzati in 23 blocchi, che saranno protagonisti in Piazza della Rivoluzione José Martí e dove parteciperanno, com’è tradizione, più di 1800 dirigenti sindacali di 117 paesi. In accordo con il programma, saranno più di 50.000 iscritti al sindacato della Sanità ad aprire la marcia; seguiranno i lavoratori dei Servizi comunali, i Costruttori, gli Educatori, la rappresentazione dei ministeri dell’Informatica e le Comunicazioni, i civili della Difesa; poi sfileranno il municipio Plaza con i lavoratori dell’Amministrazione pubblica e di cultura; i gruppi del Turismo e dell’Avana Vecchia e la popolazione del Cerro con i membri del sindacato dell’Industria leggera. Il municipio Centro Habana marcerà con i sindacati del Commercio, la Gastronomia e del settore del Tabacco; Boyeros con gli affiliati del Trasporto; Diez de Octubre con gli iscritti al sindacato dell’Alimentazione e lo Zucchero, seguiti da Arroyo Naranjo con un’altra parte dell’Industria Alimentare. Il municipio de La Habana del Este marcerà con i lavoratori di differenti settori della località. I Metallurgici sfileranno con i blocchi del Cotorro e San Miguel del Padrón; Guanabacoa sfilerà con i Contadini e gli Allevatori; Regla con i Chimici e i lavoratori del miniere e dell’energia; Playa e La Lisa con i rappresentanti del sindacato delle Scienze e Marianao, con una rappresentazione mista. La chiusura sarà una grande marcia di 50000 studenti, giovani lavoratori, combattenti, e tra loro professori e alunni dell’Università di Scienze Informatiche. L’Incontro Internazionale di Solidarietà con Cuba L’Incontro Internazionale di Solidarietà con Cuba, come parte delle attività per il Primo Maggio si realizzerà mercoledì 2, nel Palazzo delle Convenzioni. All’abituale incontro che segue la grande festa operaia, parteciperanno più di 1000 rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei movimenti sociali e di solidarietà di decine di paesi che partecipano alla sfilata in Piazza della Rivoluzione. Oltre ai temi vincolati alle azioni di solidarietà con il popolo cubano per l’eliminazione del blocco imposto dagli Stati Uniti da più di mezzo secolo e per la liberazione e il ritorno nella Patria dei nostri Cinque Eroi, si tratteranno altri temi relazionati alla battaglia che oggi sferrano milioni di lavoratori nel mondo per protestare per gli effetti della crisi economica globale.
sab, 28 aprile 2012 20:41
Riflessioni compagno FIDEL : -Quello che Obama conosce-
Riflessioni compagno FIDEL Quello che Obama conosce L’articolo più demolitore che ho letto in questo momento sull’America Latina, è stato scritto da Renán Vega Cantor, professore titolare dell’ Università Pedagogica Nazionale di Bogotà e pubblicato 3 giorni fa nel sito web Rebelión, con il titolo “Echi del Vertice delle Americhe”. È breve e non devo fare versioni; gli studiosi del tema lo possono cercare nel sito indicato. In più di un’occasione ho citato l’infame accordo che gli USA imposero ai paesi dell’America Latina e dei Caraibi nel creare la OEA, in quella riunione dei ministri degli Esteri che si svolse a Bogotà, nel mese d’aprile del 1948. In quella data, per puro caso, io ero là promuovendo un congresso latinoamericano di studenti, i cui obiettivi fondamentali erano la lotta contro le colonie europee e le sanguinose tirannie imposte dagli Stati Uniti in questo emisfero. Uno dei più brillanti leader della Colombia, Jorge Eliécer Gaitán, che con crescente forza aveva unito i settori più progressisti della Colombia che si opponevano alla creazione yankee e della cui vicina vittoria elettorale nessuno dubitava, offerse il proprio appoggio al congresso studentesco. Fu vilmente assassinato e la sua morte provocò la ribellione che è seguita per più di mezzo secolo. Le lotte sociali si sono prolungate per i millenni, quando gli esseri umani con la guerra disposero di un eccedente di produzione per soddisfare le necessità essenziali della vita. Come si sa, gli anni di schiavitù fisica, la forma più brutale di sfruttamento, si estesero in alcuni dei nostri paesi sino a poco più di un secolo fa, com’è avvenuto nella nostra stessa Patria nella tappa finale del potere coloniale spagnolo. Negli stessi Stati Uniti, la schiavitù dei discendenti africani si è prolungata sino alla presidenza di Abraham Lincoln. L’abolizione di questa brutale forma di sfruttamento è avvenuta solo 30 anni prima che a Cuba. Martin Luther King sognava l’uguagliana dei negri negli Stati Uniti appena 44 anni fa, quando fu vigliaccamente assassinato, nell’aprile del 1968. La nostra epoca si caratterizza per l’avanzare accelerato della scienza e la tecnologia. Ne siamo coscienti o meno, questo è quel che determina il futuro dell’umanità e si tratta di una tappa interamente nuova. La lotta reale della nostra specie per la propria sopravvivenza è quello che prevale in tutti gli angoli del mondo globalizzato. Nell’immediato, tutti i latinoamericani e soprattutto il nostro paese, saranno danneggiati dal processo che si sta svolgendo in Venezuela, culla del Liberatore dell’America. Necessito appena ripetere quello che conoscete: i vincoli stretti del nostro popolo con il popolo venezuelano, con Hugo Chávez, promotore della Rivoluzione Bolivariana, e con il Partito Socialista Unito creato da lui. Una delle prime attività promosse dalla Rivoluzione bolivariana è stata la cooperazione medica di Cuba, un campo nel quale il nostro paese ha ottenuto un prestigio speciale, riconosciuto oggi dall’opinione pubblica internazionale. Migliaia di centri dotati con attrezzature d’alta tecnologia che l’industria mondiale specializzata somministra, sono stati creati dal Governo bolivariano per assistere il suo popolo. Chávez non ha selezionato costose cliniche private per curare la propria salute: l’ha messa nelle mani del servizio sanitario che ha offerto al suo popolo. I nostri medici inoltre hanno dedicato una parte del loro tempo alla formazione di medici venezuelani, in aule debitamente equipaggiate dal Governo per questo compito. Il popolo venezuelano, indipendentemente dalle sue entrate personali, ha cominciato a ricevere i servizi specializzati dei nostri medici, ponendosi tra i meglio assistiti del mondo, ed i suoi indici di salute hanno cominciato a migliorare visibilmente. Il Presidente Obama conosce tutto questo molto bene e lo ha commentato con alcuni dei suoi visitatori. A uno di loro ha detto con franchezza che il problema è che gli Stati Uniti inviano soldati e Cuba in cambio invia medici. Chávez, un leader, che in dodici anni non ha conosciuto un minuto di riposo, e con una salute di ferro, senza dubbio si è visto colpito da un’inattesa malattia, scoperta e trattata dallo stesso personale specializzato che lo assisteva, e non è stato facile persuaderlo della necessità di prestare la massima attenzione alla sua stessa salute. Da allora, con esemplare condotta, segue strettamente le misure pertinenti, senza smettere di svolgere i suoi doveri come capo di Stato e leader del paese. Oso definire il suo atteggiamento eroico e disciplinato. Dalla sua mente non si allontanano nemmeno per un solo minuto i suoi obblighi, in occasioni sino allo sfinimento. Posso testimoniare questo, perchè non ho mai smesso di stare in contatto e interscambiare con lui. La sua feconda intelligenza non ha mai smesso di dedicarsi allo studio e all’analisi dei problemi del paese. Lo divertono la bassezza e le calunnie dei portavoce dell’oligarchia e dell’impero. Non gli ho mai sentito insulti nè volgarità, parlando dei suoi nemici. Non è il suo linguaggio. Il nemico conosce bene il suo carattere e moltiplica gli sforzi destinati a calunniare e colpire il Presidente Chávez. Da parte mia non dubbi ad affermare che, nella mia modesta opinione, espressa in più di mezzo secolo di lotta, che l’oligarchia non potrà mai più governare in questo paese e per questo è preoccupante che il governo degli Stati Uniti abbia deciso in tali circostanze di promuovere la caduta del governo bolivariano. D’altra parte insistere nella calunniosa campagna che nell’alta direzione del governo bolivariano esiste una disperata lotta per la presa del comando del governo rivoluzionario se il presidente non riesce a superare la malattia, è una volgare menzogna. Al contrario, ho potuto osservare la più stretta unità della direzione della Rivoluzione bolivariana. Un errore di Obama in queste circostanze può provocare un fiume di sangue in Venezuela. Il sangue venezuelano è sangue ecuadoriano, brasiliano, argentino, boliviano, cileno, uruguaiano, centroamericano, dominicano e cubano. Si deve partire da questa realtà, analizzando la situazione politica del Venezuela. Si comprende perchè l’Inno dei Lavoratori esorta a cambiare il mondo affondando l’impero borghese? Fidel Castro Ruz 27 aprile 2012
dom, 22 aprile 2012 21:40
Time torna a pestareun callo a Miami/Time vuelve a pisarle un callo a Miami
Time torna a pestargli un callo a Miami 22 aprile 2012 - Iroel Sanchez http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/ Dopo aver pubblicato l'intervista in cui il manager dei Marlins di Miami ha espresso il suo rispetto per Fidel, la rivista Time può provocare, un'altra volta, la furia dell'estrema destra cubana. Insieme alla molto di parte selezione delle centinaia di personalità più influenti dell'anno, Time ha pubblicato un articolo, di Joel Stein Essay, in cui menziona informalmente quella che, dopo aver consultato alcune personalità USA, egli crede che siano le cento figure più influenti della storia, tra le quali include il leader cubano Fidel Castro, insieme ad altri come Gesù Cristo, Maometto, Budda, Galileo Galilei, Gengis Khan, san Tommaso d'Aquino, Platone, Napoleone e Karl Marx. Anche se gli argomenti per la selezione sono scritti con umorismo, come nel caso di Charles Darwin - "molte persone in Kansas non credo che Darwin esiste" - Adam Smith - "senza di lui gli editoriali del Wall Street Journal non avrebbero chi citare" - o Sigmund Freud - "senza di lui non avremmo Oprah "- l'autore approfitta per far scivolare ironiche frasi sui valori dei nord americani. Ma vedere Fidel di fronte e al centro nell'illustrazione di Tomasz Walenta che accompagna il lavoro, scortato da Albert Eintein e Martin Luther King Jr., non farà piacere agli estremisti di Miami. A proposito, Stein anticipa e tutto ciò che dice su Fidel è "una buona lista ha bisogno di un nome che genererà controversia". Tuttavia, consigliamo a Stein e Walenta di non visitare il sud della Florida, non finisca che come a Ozzie Guillen, il manager dei Marlins, vogliano farlo pentire della sua opinione e finiscano per passare dall'umorismo al dramma. Time vuelve a pisarle un callo a Miami Iroel Sánchez Después de publicar la entrevista en la que el manager de los Marlins de Miami expresó su respeto por Fidel, la revista Time puede provocar otra vez la furia de la ultraderecha cubanoamericana. Junto a la muchas veces sesgada selección de las cien personalidades más influyentes del año, Time ha publicado un artículo de Joel Stein Essay en que menciona informalmente las que, después de consultar con algunas personalidades norteamericanas, él cree son las cien figuras más influyentes de la historia, entre las que incluye al líder cubano Fidel Castro, junto otras como Jesucristo, Mahoma , Buda, Galileo Galilei, Gengis Khan, Santo Tomás de Aquino, Platón, Napoleón y Karl Marx. Aunque los argumentos para la selección están escritos en clave de humor, como en los casos de Charles Darwin -”mucha gente en Kansas no cree que Darwin existe”-, Adam Smih -”sin él los editoriales del Wall Street Journal no tendrían a quien citar”-, o Sigmund Freud -”sin él no tendríamos a Oprah”- el autor aprovecha para deslizar irónicas frases sobre los valores norteamericanos Pero ver a Fidel ubicado al frente y al centro en la ilustración de Tomasz Walenta que acompaña el trabajo, escoltado por Albert Eintein y Martin Luther King Jr, no hará ninguna gracia a los extremistas de Miami. Por si acaso, Stein se adelanta y lo único que dice sobre Fidel es que “una buena lista necesita un nombre que generará controversia”. De todos modos, recomendamos a Stein y Walenta no visitar el Sur de La Florida, no vaya a ser que como a Ozzie Guillén -el manager de los Marlins- quieran hacerlos arrepentirse de su opinión y terminen pasando del humor al drama.
http://www.cubainforma.it/2012/stampa/time.htm
sab, 21 aprile 2012 20:06
Dichiarazione del ministero delle Relazioni Estere.
Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere 19.04.2012 - www.granma.cu Il Ministero delle Relazioni Estere della Repubblica di Cuba, ha conosciuto la decisione del governo della Repubblica Argentina d’espropriare, sulla base della sua legislazione nazionale, il 51% delle azioni dell’impresa Yacimientos Petrolíferos Fiscales (YPF), sussidiaria della compagnia spagnola Repsol, che opera nel suo territorio. La compagnia YPF, originalmente un’Impresa statale argentina, è stata una delle tante privatizzate e vendute a un prezzo molto inferiore a quello reale, dal Presidente Carlos Saúl Menem, che governò questo paese australe dal 1989 al 1999, nella cornice delle misure neoliberiste che su istanza e con la connivenza degli Stati Uniti s’imposero a Nuestra America in quel periodo. Cuba reitera la sua piena solidarietà con la Repubblica Argentina ed afferma che questa nazione ha tutto il diritto d’esercitare la sovranità permanente su tutte le sue risorse naturali, includendo gli idrocarburi. Lo sostengono il Diritto Internazionale e le decisioni che in questo senso ha adottato in numerose occasioni l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’Avana- 19 aprile 2012.
gio, 19 aprile 2012 11:30
Ciò che l'IRI nasconde del suo lavoro sporco a Cuba/Lo que el IRI oculta de su trabajo sucio....
Ciò che l'IRI nasconde del suo lavoro sporco a Cuba
18 aprile 2012 - Luis Miguel Rosales da Miradas Encontradas Nel suo storico agire contro la Rivoluzione cubana il governo USA ha utilizzato centinaia di milioni di dollari dei contribuenti nord americano che vengono distribuiti a decine di istituzioni, agenzie e organizzazioni ipoteticamente non governative (ONG). Una parte significativa di questi fondi li riceve l' International Republican Institute (IRI) come parte del 'Progetto Cuba' dell'USAID. Questo denaro è utilizzato per promuovere lo sviluppo di organizzazioni controrivoluzionarie a Cuba, realizzare inchieste, in modo clandestino, sull'isola, i cui risultati sono manipolati in base ai loro interessi, fornisce assistenza tecnica e risorse ai membri della controrivoluzione, invia persone, di nascosto, sull'isola con soldi, macchine fotografiche digitali, dvd, computer portatili, telefoni cellulari, dischi esterni, ecc., il cui scopo è quello di cercare di potenziare il sostegno alla controrivoluzione interna e all'estero, e creare matrici di opinione che facciano sembrare l'isola come un caos. Documenti dell'IRI che non possono essere ottenuti dal sito web IRI, a causa della "natura sensibile e illegale" che gli stessi dirigenti dell'IRI riconoscono avere i loro progetti e azioni contro Cuba, illustrano chiaramente il carattere sovversivo, clandestino e segreto di tale azioni, e la mano dei servizi speciali degli Stati Uniti, principalmente della CIA dietro a tutte l'agire dell'IRI. Prendiamo ad esempio il documento titolato "Piano di lavoro IRI - Cuba, 27 agosto 2008 - 26 agosto 2009" (PIANO DI LAVORO IRI) emanato da un accordo di cooperazione IRI - USAID. Il documento prevede la formazione che devono avere gli "oppositori" nei metodi per nascondere (criptare) le loro comunicazioni attraverso Internet e utilizzano l'esempio della Siria, qualificando come un successo questo metodo di comunicazione tra le chiamate forze di opposizione di quel paese che consente loro di organizzare in modo più efficace azioni offensive (anche violente) contro il governo di questo paese. Un programma simile, data la sua efficacia, si propone per il caso di Cuba. Per raggiungere questi obiettivi, il documento menzionato propone un piano di distribuzione di apparecchiature di comunicazione via satellite BGAN, riconoscendo che per le stesse caratteristiche e la natura "sensibile" di questi, era necessario valutare con grande cura e massima precauzione, le vie per la consegna a "oppositori" a Cuba. Il BGAN non sono attrezzature commerciali e sono utilizzati soprattutto da agenzie e servizi speciali del governo yankee. Per quanto consta in questo documento, per eseguire le sue azioni a Cuba, l'IRI si appoggerebbe a soci europei come Solidarietà Spagnola con Cuba e Fondazione slovacca Pontis, alle quali si riconosce maggior esperienza in progetti di telefonia mobile, e le si incarica di preparare persone selezionate in America Latina, per eseguire queste azioni in Cuba. Così l'IRI cavalca il flusso turistico verso l'isola per sovvertire l'ordine a Cuba. Nello stesso documento si afferma che uno degli obiettivi principali di questo lavoro dell'IRI è la raccolta di informazioni e analisi su Cuba, per poi essere trasferito "alle agenzie del governo degli Stati Uniti" leggasi la CIA e altri componenti della Comunità d'Intelligence USA. Se qualcuno avesse dubbi sulla natura sovversiva del lavoro dell'IRI contro Cuba e il suo utilizzo da parte dell'apparato di intelligence degli Stati Uniti nella sua attività contro l'isola, gli basterebbe solo una rapida lettura alla relazione trimestrale dell'Organizzazione su Cuba per il periodo dal 1 gennaio al 31 marzo 2009. In esso si definisce una priorità dell'IRI l'ottenimento di informazioni sul lavoro che le autorità cubane realizzano per lo sviluppo dell'informatica nel paese, e in particolare le iniziative per promuovere uno sviluppo indipendente dagli Stati Uniti in questo settore. Si tratta d'informazione altamente sensibile e di gran utilità per la CIA, che consentirebbe al governo degli Stati Uniti non solo applicare misure di blocco che impediscano lo sviluppo informatico di Cuba, ma anche, per la progettazione di programmi utilizzati in attacchi informatici contro i sistemi informatici e reti di comunicazione che possa sviluppare il nostro paese. Un altro documento dell'IRI molto illuminante è intitolato "SETTORI DI CAMBIAMENTO IN CUBA", pubblicato internamente nel 2008. Nello stesso, l'IRI si propone di investire 750000 dollari nel periodo dicembre 2008 - novembre 2010 in quei gruppi che il governo USA considera, in modo dispregiativo, come "marginali"; terminologia questa presente in tutti i suoi documenti. Quali sono questi gruppi marginali a cui l'IRI si riferisce? Si riferiscono a gruppi o settori sociali che loro considerano sono presumibilmente "esclusi dalla società cubana" e possono, da essi, essere utilizzati e manipolati in funzione dei loro interessi più meschini. In sostanza, si riferiscono a tatuatori, graffitari, gruppi musicali punk, rap e reggaeton, venditori al mercato nero e persone con comportamenti antisociali e criminali. Per loro, in modo cinico e senza scrupoli, si pianifica, in quel momento, l'urgenza di approfittare della difficile situazione economica lasciata, a Cuba, dagli effetti degli uragani Gustav e Ike. In questi settori pretendono formano gruppi che sotto un travestimento socioculturale, accademici, ambientalisti e relazionate con la difesa dei cosiddetti diritti umani sarebbero dotati di risorse, attrezzature e indottrinati per la loro utilizzazione e manipolazione in funzione del rovesciamento della Rivoluzione cubana, ciò che l'IRI denomina come "cambio politico nell'isola". Esplicitamente nel documento si pianifica la necessità di promuovere la creazione di gruppi "oppositori" (controrivoluzionari) dentro a "gruppi non tradizionali o marginali" nell' "opposizione cubana". Per loro puntavano, anche, per l'identificazione, creazione e promozione di presunti leader, figure pienamente identificate con l'ideologia nord americana. Il documento afferma che questi gruppi "possono essere utilizzati in modo efficace" in spazi ed eventi internazionali che si sviluppano in nell'isola e in questo quadro presentare presunti stati di delusione e generale opposizione alla politica della Rivoluzionare nella popolazione cubana. Il programma proposto persegue due obiettivi. Nel breve periodo cercare di individuare nuovi controrivoluzionari nei settori individuati come di cambiamento a Cuba e sviluppare la sua capacità di organizzare, articolare e portare avanti un'agenda comune; promuovere e rafforzare questi settori, fornendo loro risorse materiali e tecnologiche che consentono la creazione di reti interne . A lungo termine persegue rafforzare questi nuovi gruppi controrivoluzionari perché abbiano la capacità di operare al di fuori del quadro dello Stato cubano. Nulla di buono si nasconde dietro i progetti provenienti da istituzioni finanziate, in un modo o nell'altro, dal governo degli Stati Uniti come nel caso dell'IRI, che, nella pratica, sono utili e coscienti strumenti delle azioni segrete dell' agenzie di intelligence degli Stati Uniti, in particolare la CIA. Per molto nobile che le loro proposte possano sembrare, schermati in linguaggi interessanti per quelli su cui vogliono incidere, rispondono ad un solo interesse, rovesciare la Rivoluzione cubana. Purtroppo per raggiungere i loro scopi, usano cubani che, confusi o no, si lasciano guidare dai canti della sirena del Nord e si legano a questi progetti, vengono manipolati e si presentano, allora, come dissidenti all'opinione pubblica internazionale.
Lo que el IRI oculta de su trabajo sucio en Cuba. (con documentos) Luis Miguel Rosales En su histórico accionar contra la Revolución cubana el gobierno norteamericano ha utilizado cientos de millones de dólares del contribuyente norteamericano que se distribuyen a decenas de instituciones, agencias y organizaciones supuestamente no gubernamentales (ONG´s). Una porción importante de estos fondos los recibe el Instituto Republicano Internacional (IRI) como parte del Proyecto Cuba dela USAID. Este dinero lo utiliza para promover el desarrollo de organizaciones contrarrevolucionarias en Cuba, realizar encuestas de manera clandestina en la Isla, cuyos resultados son manipulados en función de sus intereses, brinda asesoría técnica y recursos a miembros de la contrarrevolución, envía personas de manera encubierta a la isla con dinero, cámaras digitales, dvd´s, laptops, teléfonos celulares, discos externos, etc., cuya finalidad es tratar de potenciar el apoyo a la contrarrevolución interna en el exterior, y crear matrices de opinión que hagan ver ala Isla como un caos. Documentos del IRI que no pueden ser obtenidos en el sitio Web del IRI, debido a la “naturaleza sensible e ilegal” que los propios directivos del IRI reconocen tienen sus proyectos y acciones contra Cuba, ilustran claramente el carácter subversivo, clandestino y secreto de dichas acciones, y la mano de los servicios especiales norteamericanos, principalmentela CIA, detrás de todo el accionar del IRI. Tomemos como ejemplo el documento titulado “Plan de Trabajo IRI – Cuba, 27 de Agosto de 2008 – 26 de agosto de 2009” ( PLAN TRABAJO IRI) emanado de un acuerdo de cooperación IRI – USAID. El documento contempla el entrenamiento que deben tener los “opositores” en métodos para encubrir (cifrar) sus comunicaciones a través del de Internet y utilizan de ejemplo el caso de Siria, calificando de exitoso este método de comunicación entre las llamadas fuerzas opositoras de dicho país que les permite organizar con mayor efectividad acciones ofensivas (incluyendo violentas) contra el gobierno de este país. Un programa similar, dada su efectividad, proponen para el caso de Cuba. Para alcanzar esos objetivos, el documento mencionado propone un plan de distribución de equipos de comunicación satelital BGAN, reconociendo que por las propias características y la naturaleza “sensitiva” de estos, era necesario valorar con extremo cuidado y máxima precaución, las vías para la entrega de los mismos a “opositores” en Cuba. Los BGAN no son equipos comerciales y son utilizados en especial por agencias y servicios especiales del gobierno yanqui. Según consta en este documento, para ejecutar sus acciones en Cuba, el IRI se apoyaría en socios europeos como Solidaridad Española con Cuba y Fundación eslovaca PONTIS, a quienes se les reconoce mayor experiencia en proyectos de comunicaciones móviles, y se le encarga preparar a personas seleccionadas en América Latina, para ejecutar estas acciones en Cuba. De esta manera el IRI se monta en el flujo turístico hacia la isla para subvertir el orden en Cuba. En el propio documento se plantea que uno de los objetivos principales de esta labor del IRI es la recolección de informaciones y análisis sobre Cuba, para luego ser trasladadas “a las agencias del gobierno norteamericano”, léase la CIA y otros integrantes dela Comunidadde Inteligencia de EEUU. Si alguien tuviera dudas sobre el contenido subversivo de la labor del IRI contra Cuba y su utilización por parte del aparato de espionaje norteamericano en su actividad contra la Isla, le bastaría con una rápida lectura al informe trimestral de la Organización sobre Cuba que comprende el período del 1 de enero al 31 de marzo del 2009. en el se define como una prioridad del IRI la obtención de información sobre la labor que las autoridades cubanas realizan para el desarrollo de la informática en el país, y especialmente los pasos dirigidos a promover un desarrollo independiente de EEUU en este sector. Se trata de información altamente sensible y de gran utilidad para la CIA, la cual le permitiría al gobierno de EEUU no sólo aplicar medidas de bloqueo que impidan el desarrollo informático de Cuba, sino también, para el diseño de programas utilizados en ciberataques contra los sistemas informáticos y redes de comunicación que pueda desarrollar nuestro país. Otro documento del IRI muy ilustrativo, es el titulado “SECTORES DE CAMBIO EN CUBA”, publicado internamente en el año 2008. En el mismo, el IRI se propone invertir 750 000 dólares en el período diciembre 2008 – noviembre 2010 en aquellos grupos que el gobierno norteamericano considera de manera despectiva como “marginales”, terminología esta presente en todos sus documentos. ¿Cuáles son estos grupos marginales a los que el IRI se refiere? Se refieren a los grupos o sectores sociales que ellos consideran están presuntamente “excluidos de la sociedad cubana” y pueden por ello ser utilizados y manipulados en función de sus intereses más mezquinos. En esencia, se refieren a tatuadores, artistas grafiteros, grupos musicales de punk, rap y reguetón, vendedores en mercado negro, y personas con conductas antisociales y delictivas. Para ello de forma cínica e inescrupulosa se plantean en aquel momento la urgencia de aprovechar la difícil situación económica dejada en Cuba por los efectos de los huracanes Gustav e Ike. En estos sectores pretenden conformar grupos que bajo un disfraz sociocultural, académicos, ambientalistas y relacionados con la defensa de los llamados DDHH serían dotados de recursos, equipamientos y adoctrinados para su utilización y manipulación en función del derrocamiento dela Revolucióncubana, lo que el IRI denomina como “cambio político enla Isla”. Explícitamente se plantea en el documento la necesidad de promover la creación de grupos “opositores” (contrarrevolucionarios) dentro de “grupos no tradicionales o marginales” en la “oposición cubana”. Para ello apostaban también por la identificación, creación y promoción de supuestos líderes, figuras plenamente identificadas con la ideología norteamericana. El documento indica que estos grupos “pueden ser utilizados de forma efectiva” en espacios y eventos internacionales que se desarrollen enla Islay en este marco presentar supuestos estados de desencanto y oposición general con la política dela Revoluciónen la población cubana. El programa propuesto perseguía dos objetivos. A corto plazo buscaba identificar nuevos contrarrevolucionarios en los sectores que identifican como de cambio en Cuba y desarrollar su capacidad para organizar, articular y avanzar una agenda común; promover y fortalecer estos sectores facilitando para ellos recursos materiales y tecnológicos que permitan la creación de redes internas. A largo plazo perseguía fortalecer estos nuevos grupos contrarrevolucionarios para que tuvieran la capacidad de accionar fuera de los marcos del Estado cubano. Nada bueno se esconde tras los proyectos que provienen de instituciones financiadas de una forma u otra por el gobierno de EE.UU como el caso del IRI, los que en la práctica constituyen útiles y conscientes instrumentos de las acciones encubiertas de las agencias de inteligencia norteamericana, especialmente la CIA. Por muy noble que sus propuestas puedan parecer, escudados en lenguajes atractivos para aquellos sobre los que quieren incidir, responden a un solo interés, derrocar la Revolucióncubana. Desafortunadamente para lograr sus propósitos, utilizan a cubanos que, confundidos o no, se dejan llevar por los cantos de sirena provenientes del Norte y se vinculan a estos proyectos, se les manipula y se presentan entonces como disidentes a la opinión pública internacional. (Tomado de Miradas encontradas) |
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