CUBA QUE LINDA ES CUBA:blog rosso falce e martello,voce degli amici di Cuba di Piombino/altaMaremma.JOSE MARTI :"Essere colti e' l'unico modo di essere liberi. senza cultura non c'e' libertà possibile". Le finalità principali che questo blog si pone sono quelle di divulgare l' altra informazione su Cuba, cioè quella oscurata regolarmente dai media del potere e quindi di stimolare una riflessione sulle difficoltà affrontate quotidianamente dal popolo cubano che da cinquanta anni e' obbligato a subire un pesante blocco economico imposto dagli USA che ne limita i diritti civili e ne ostacola la sua autodeterminazione non solo economica - politica ma anche culturale. Nonostante tali limiti e le continue forme di aggressione studiate e finanziate dagli USA e i suoi servi alleati, Cuba e' riuscita difendere la rivoluzione e mantenere vive le sue conquiste sociali, che rispecchiano i principi basilari contenuti nelle Dichiarazioni Internazionali dei diritti dell' infanzia e dell' uomo. Il Blog curato da Maurizio " Sandino " "No puede haber reconciliacion entre Revolucion y Contrarevolucion porque no puede existir reconciliacion entre ricos y pobres, explotadores y explotados" "Non puo' esserci riconciliazione tra Rivoluzione e Controrivoluzione perche' non può' esistere riconciliazione tra ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati." Vietato scordare. CONTATTI : amistadcuba@gmail.com . ALTRI N.S. BLOG'S :http://internazionalismo.leonardo.it/blog ....e...http://5eroicubani.leonardo.it/blog Autore Blog by Sandino Piombino |
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FIDEL CHE CAMILO..revolucion cubana
Con Fidel e la rivoluzione Cubana
L'altra informazione su Cuba
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mar, 24 gennaio 2012 14:16
La formula Libia non vale con Cuba/ E' ora che il Governo cubano cominci a chiedere spiegazioni...
LINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO http://amigosdecubaitalocalvino.over-blog.it/ La formula Libia non vale con Cuba Ileana Ros-Lehtinen é tra gli istigatori della formula Libia contro Cuba 22 gennaio 2012 - Omar Pérez Salomon http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/ Da diversi mesi rappresentanti del governo di Barack Obama, rappresentanti della banda anti cubana al Congresso USA e candidati alla presidenza per il Partito Repubblicano, fanno affermazioni dove sostengono di applicare a Cuba la formula Libia, cioè, impiegare metodi bellici per distruggere la Rivoluzione Cubana. Ricordo che ai primi di settembre dello scorso anno, i congressisti Ileana Ros e Mario Diaz-Balart, ad un programma televisivo di Miami, chiesero al presidente Obama passare alle parole di condanna e agli atti di guerra contro Cuba stile libico. La lupa feroce chiedeva "Perché Cuba dovrebbe essere l'eccezione?" e successivamente se la prese perfino con l'ONU per non avere il potere di convocazione necessario per attaccare la maggiore delle Grandi Antille. L'odio furioso contro la Rivoluzione non le permette riconoscere che neppure lontanamente a Cuba si danno le condizioni che esistevano in Libia, Tunisia, Egitto e altri paesi del Medio Oriente all'inizio dei conflitti al loro interno. Quali erano le condizioni, in Libia, che hanno facilitato l'aggressione? C'erano gravi problemi sociali ed economici, causati dalla attuazione di ricette politiche neoliberiste e trascurati dal governo di Gheddafi. La corruzione ai più alti livelli di governo e disunione nel governo e le forze armate. Gheddafi vendette la sua anima all'Occidente e patteggiò con l'impero del Nord e i suoi alleati europei, il disarmo del suo paese in cambio che la Libia fosse rimossa da tutte le liste del Dipartimento di Stato USA. Diversi generali delle Forze Armate della Libia ritirarono il loro sostegno a Gheddafi durante l'aggressione. Di contro, a Cuba c'è una unità indissolubile del popolo e degli organi della difesa intorno a Fidel, Raúl e il Partito e le decisioni importanti vengono consultate a livello di tutta la società. Ancora, chi conosce la storia di Cuba, sa che l'indipendenza e la sovranità della nostra isola non è negoziabile con nulla. E mentre i fanatici del dollaro e del sangue insistono ad ignorarlo, come direbbe lo scrittore e giornalista francese Salim Lamrani, la Primavera cubana ha avuto luogo nel 1959. Non è ora che il Governo cubano cominci a chiedere spiegazioni per i morti in Spagna? 22.01.12 - José Manzaneda, coordinatore http://www.cubainformacion.tv Lo scorso 3 gennaio moriva in un carcere di Chicago (USA) una donna che era in sciopero della fame (1). Nel novembre del 2011, tre prigionieri di sesso maschile morivano, in California, anch'essi dopo uno sciopero della fame che ha mobilitato 12000 prigionieri in 13 stati degli USA (2). Niente di tutto questo é stata una notizia internazionale o ha provocato proteste diplomatiche contro il governo degli Stati Uniti. Lo scorso 19 gennaio, moriva a Santiago de Cuba il detenuto Wilman Villar Mendoza. Immediatamente, i media internazionali divulgavano la versione della cosiddetta "dissidenza" cubana, legata al governo degli Stati Uniti: il prigioniero era morto per uno sciopero della fame per protestare per essere imprigionato dopo aver partecipato a una manifestazione pacifica (3). Questa informazione, ripetuta all'infinito dai grandi media, è assolutamente falsa. Wilman Villar Mendoza è stato arrestato, nel luglio dello scorso anno, per aggressione con lesioni alla moglie, a seguito di una denuncia presentata dalla madre di questa. Al momento dell'arresto, Villar ha violentemente aggredito gli agenti e nel novembre è stato condannato a quattro anni di carcere per il reato di oltraggio, aggressione e resistenza (4). Una volta condannato, secondo un percorso classico in questi ultimi tempi, è entrato in contatto con la "dissidenza" cubana, con l'intenzione di essere beneficiato dalle misure di grazia del governo cubano ai prigionieri di questo gruppo. Villar è stato curato presso l'Ospedale Clinico Chirurgico "Dr. Juan Bruno Zayas" ed è morto per le complicanze di una grave polmonite. Il Governo cubano dice anche che non era nemmeno in sciopero della fame (5). In contrasto con il silenzio diplomatico, dopo le citate morti per sciopero della fame negli USA, le pressione diplomatiche contro Cuba, dopo la morte di questo detenuto, non si sono fatte attendere. Il governo spagnolo, per esempio, ha chiesto al cubano di "liberare tutti i prigionieri politici" (6). Dobbiamo ricordare che Amnesty International riconosce come prigionieri di coscienza solo 3 persone a Cuba. E lo fa in un comunicato pubblicato - certamente - al calore di questi recenti sviluppi, già che la ONG non riconosceva alcun prigioniero di coscienza sull'isola dall'ultima scarcerazione, nel marzo 2011 (7). Organizzazioni della "dissidenza" cubana finanziata dagli Stati Uniti sostengono, d'altra parte, che ci sono almeno 60 "prigionieri politici" sull'isola (8). Ma la stessa agenzia stampa USA Associated Press (AP), poco sospetta di sostenere le versioni del governo cubano, informava che queste 60 persone sono in carcere per reati "violenti, anche se politicamente motivati, come sabotaggio e sequestro di navi" (9). Questi sono, a quanto pare, i "prigionieri politici" che rivendica il governo spagnolo. Se consideriamo questi dati, i 3 prigionieri di coscienza a Cuba sono molto meno dei più di 100 nelle carceri spagnole, condannati solo per la loro appartenenza politica all'indipendentismo basco e che mai hanno partecipato ad azioni violente (10). Va inoltre ricordato che nel luglio 2011, moriva nel carcere a Teruel, in Spagna, un detenuto dopo cinque mesi di sciopero della fame. La sua morte non ha prodotto reclami diplomatici e i pochi media che informarono del fatto lo fecero brevemente e secondo la versione ufficiale (11). Lo scorso 20 dicembre moriva nel Centro di Internamento per Stranieri (CIE), di Madrid, un immigrato congolese senza documenti, per una polmonite che non gli è stata diagnosticata perché, detto centro, mancava di servizi medici (12). Per tutti questi fatti, il Governo cubano non ha inviato alcuna nota di protesta al Governo spagnolo. Non è tempo che si incominci a farlo?
(1) http://www.huffingtonpost.com/2012/01/09/lyvita-gomes-illinois-wom_n_1194437.html
(3) http://www.elpais.com/articulo/internacional/Muere/disidente/cubano/preso/huelga/hambre/dias/elpepiint/20120121elpepiint_4/Tes
(4) http://debateando.blogspot.com/2012/01/la-verdad-se-va-abriendo-paso-en-el.html
(5) http://www.cubainformacion.tv/index.php/contra-cuba/contrarrevolucion/41117-nota-del-gobierno-cubano-sobre-la-muerte-de-wilman-villar-mendoza
(6) http://www.abc.es/20120121/espana/abcp-gobierno-espanol-insta-regimen-20120121.html
(7) http://www.elnuevoherald.com/2012/01/20/1107244/amnistia-internacional-declara.html
(8) http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5h2gcy-THvMvsaMbaKt0WOS_GNavQ?docId=CNG.8719e179bca9db683a7ef72da2bc00a2.e1
(9) http://www.contrainjerencia.com/?p=26907
(10) http://www.cubainformacion.tv/index.php?option=com_content&view=article&id=16079:mas-procesados-politicos-que-en-cuba&catid=96&Itemid=65
(11) http://www.lavozdegalicia.es/espana/2011/07/26/0003_201107G26P15991.htm
(12) http://www.lavanguardia.com/local/madrid/20120118/54244566525/iu-pide-en-el-congreso-el-cierre-del-cie-de-aluche.html
dom, 22 gennaio 2012 11:55
CUBA :Nota informativa su Wilman Villar /"Un atto colossale di cinismo" degli USA condannare....![]() CUBA :Nota informativa Sul caso Wilman Villar Mendoza Alle 18:45 del 19 gennaio è morto a Santiago di Cuba il recluso comune Wilman Villar Mendoza, nella sala di terapia intensiva dell’ospedale Clinico Chirurgico “Dottor Juan Bruno Zayas”, per problemi multi organici conseguenti a un processo respiratorio settico severo che ha portato il paziente a uno shock per sepsi. Questa persona era stata trasportata con urgenza lo scorso 13 gennaio dal centro penitenziario “Aguadores”, all’ospedale provinciale “Saturnino Lora”, perchè presentava sintomi di una polmonite severa del polmone sinistro, ed ha ricevuto tutta l’assistenza per questo tipo di malattia, con ventilazione e nutrimento artificiale, fluido terapia, emoderivati, appoggio con droghe vaso attive ed antibiotici ad ampio spettro dell’ultima generazione. L’ospedale clinico chirurgico “Juan Bruno Zayas”, dov’è morto, è uno dei centri ospedalieri di maggior livello nella regione orientale e la sua sala di terapia intensiva ha una grande esperienza nell’attenzione al paziente grave. Villar Mendoza risiedeva nel municipio di Contramaestre, in provincia di Santiago di Cuba ed era recluso dal 25 novembre del 2011, per i delitti di Oltraggio, Attentato e Resistenza. Il motivo della sua reclusione era stato uno scandalo pubblico durante il quale aveva aggredito sua moglie, provocandole lesioni al viso, tanto che la suocera aveva chiamato le autorità e all’arrivo degli agenti della PNR aveva resistito e li aveva aggrediti. I suoi familiari più vicini hanno seguito da vicino tutti i procedimenti utilizzati nell’ attenzione medica ed hanno riconosciuto lo sforzo del gruppo di specialisti che lo hanno seguito. In relazione con questo fatto, da vari giorni agenzie di stampa straniere, in particolare di Miami, stanno promuovendo un’intensa campagna internazionale diffamatoria in complicità con controrivoluzionari interni che presentano Villar Mendoza come un presunto “dissidente”, che è morto dopo un sciopero della fame in prigione. Esistono abbondanti prove e testimoni che dimostrano che non era un “dissidente” nè tanto meno faceva lo sciopero della fame. Wilman Villar, dopo aver commesso il delitto per il quale era stato processato in libertà, aveva cominciato a vincolarsi a elementi contro rivoluzionari a Santiago di Cuba, che gli avevano fatto credere che la sua presunta appartenenza a gruppuscoli mercenari gli avrebbe permesso di evitare l’azione della giustizia. Cuba lamenta la morte di qualsiasi essere umano, condanna energicamente le sporche manipolazioni dei nostri nemici e saprà smontare questa nuova pressione con la verità e la fermezza che caratterizzano il nostro popolo. (Traduzione Granma Int.).
"Un atto colossale di cinismo" degli USA condannare Cuba, ha affermato la Cancelleria 21 gennaio 2012 - www.granma.cu Di seguito, riportiamo la dichiarazione della Direttrice per il Nord America del MINREX, Josefina Vidal Ferreiro, pubblicata sul sito del Ministero www.cubaminrex.cu: Un fatto increscioso, ma inusuale a Cuba, è stato nuovamente distorto e manipolato da meschini interessi politici, per giustificare la politica di blocco contro il nostro paese. Le dichiarazioni del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca costituiscono un'altra manifestazione della permanente politica di aggressione e d'ingerenza negli affari interni di Cuba e impressionano per la loro ipocrisia e doppio standard. In realtà, sono più adatte al record di violazioni dei diritti umani degli Stati Uniti nel proprio territorio e nel mondo, che agli standard di Cuba, un paese dove l'essere umano è ciò di più prezioso. Non c'é stata nessuna dichiarazione da parte del Presidente o del Dipartimento di Stato, quando morì in carcere, a Chicago, a causa di uno sciopero della fame, la prigione Lyvita Gomes, lo scorso 3 gennaio. Non é Cuba dove il 90 prigionieri sono stati giustiziati dal gennaio 2010 fino ad oggi, mentre altri 3222 detenuti sono in attesa di esecuzione nel braccio della morte. Bisogna ricordare che gli Stati Uniti hanno già effettuato la loro prima esecuzione del 2012 e il suo governo reprime, senza pietà, coloro che osano denunciare l'ingiustizia del sistema. E' il governo degli Stati Uniti quello che pratica la tortura e le esecuzioni extra giudiziali nei paesi che aggredisce ed é lui che usa la brutalità della polizia contro la propria popolazione.
In un atto di cinismo colossale, il governo degli Stati Uniti osa condannare Cuba, mentre chiude gli occhi e non alza la voce dinnanzi alle flagranti violazioni dei diritti umani che genera l'ingiustizia, l'aggressione e l'abbandono a cui, la sua politica, condanna milioni di persone in tutto il mondo, incluso nel suo stesso territorio. Cuba continuerà ad essere il paese in cui, nonostante la guerra economica degli Stati Uniti, meno bambini muoiono alla nascita, dove si lavora ogni giorno per elevare i già alti livelli di giustizia sociale, irraggiungibili per la maggior parte degli abitanti del mondo, compresi gli Stati Uniti, dove la disuguaglianza è crescente.
lun, 16 gennaio 2012 23:03
Strangolare Cuba per fame: la promessa elettorale di Newt GingrichLINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO
Strangolare Cuba per fame: la promessa elettorale di Newt Gingrich 15 gennaio 2012 - Cuba, la Isla infinita www.cubadebate.cu Newt Gingrich, uno dei candidati alla nomina per il Partito Repubblicano alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti, ha inviato all'esilio storico cubano una minacciosa lettera contro le autorità e il popolo dell'isola, al fine di ottenere voti tra la comunità cubano-americana di Miami, nella lotta che sta sostenendo con il suo più potente rivale Mitt Romney. La lettera, pubblicata sul sito Newt.org, e diffusa in spagnolo dalle principali stazioni radio anticubane nel sud della Florida, indirizzata a Unidad Cubana, un "ombrello" di organizzazioni controrivoluzionarie di dichiarato taglio estremista, è piena di promesse contro l'isola, se Gingrich riuscirà ad arrivare a La Casa Bianca. Senza mezzi termini, il pre-candidato repubblicano alla presidenza riconosce, nella sua lettera, di essere un fervente sostenitore dell'isolamento e destabilizzazione di Cuba, azioni che ha sostenuto dal suo incarico di Presidente del Congresso USA, insieme a figure di taglio fascista come la congressista Ileana Ros-Lehtinen e l'ex legislatore Lincoln Díaz-Balart, di cui si dice "sentirsi orgoglioso". Tutto sembra indicare che non ci sia reciprocità, poiché Ros-Lehtinen e Díaz-Balart, hanno già offerto sostegno politico al rivale di Gingrich, Mitt Romney. L'ex leader del Congresso USA, ora candidato presidenziale, si é impegnato con gli esuli radicali cubano americani ad applicare un'agenda politica attiva per accelerare, secondo i suoi pronostici, "la transizione alla democrazia a Cuba". Ha promesso, inoltre, la piena attuazione della criminale legge Helms-Burton, incluso il Titolo III - rinviati da tre presidenti degli Stati Uniti - e un peggioramento del blocco economico, commerciale e finanziario che da oltre 50 anni, il governo USA applica contro il popolo di Cuba. Un'altra delle promesse di Gingrich a questi virtuali votanti cubani a Miami, è stata quella di intraprendere un'azione legale contro il presidente cubano Raul Castro ed il leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, per gli incidenti del 1996, in cui due aeroplani del gruppo controrivoluzionario Hermanos al Rescate furono abbattuti dopo aver violato lo spazio aereo dell'isola. Nella sua lunga lista di impegni pre-elettorali, Gingrich assicura che se raggiungerà la presidenza, reintrodurrà le misure restrittive sui viaggi e sulle rimesse famigliari degli emigrati cubani, applicate dall'ex presidente George W. Bush, oltre a rivedere e rivalutare tutti gli ordini esecutivi dell'amministrazione Obama in relazione ai viaggi a Cuba, il commercio e l'immigrazione, compresi gli accordi migratori tra Cuba e gli Stati Uniti del 1994, firmato dal presidente Bill Clinton. E di non far mancare nulla alla torta delle promesse, Gingrich ha anche annunciato che sosterrà fortemente i gruppi interni della controrivoluzione, gestiti politicamente e finanziariamente dagli USA. La questione Cuba diventa di nuovo in slogan della campagna presidenziale, benché di questi tempi, gli immigrati cubani, anche le "teste calde" dell'esilio radicale, sono stanchi di promesse non rispettate Ogni quattro anni, arrivano a Miami i candidati alla Casa Bianca, si mascherano con guayabera, tabacco in mano e una tazza di caffè per dire alle porte di Versailles: Viva Cuba Libre! pur non avendo la minima idea che questo grido ha la paternità di 11 milioni di cubani trincerati nella loro isola, che non credono alle promesse elettorali. http://www.cubainforma.it/2012/usa/gin.htm
sab, 14 gennaio 2012 10:02
Le Riflessioni del compagno Fidel :La pace mondiale pende da un filoLINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO
Le Riflessioni del compagno Fidel La pace mondiale pende da un filo (da Cubadebate) Ieri ho avuto il piacere di conversare serenamente con Mahmoud Ahmadinejad. Non lo vedevo dal settembre del 2006, più di cinque anni fa, quando visitò la nostra Patria per partecipare al XIV Vertice del Movimento dei Paesi Non Allineati, che si svolse a L’Avana e in cui si elesse per la seconda volta Cuba come presidente di questa organizzazione per il tempo stabilito di tre anni. Io mi ero ammalato gravemente il 26 di luglio del 2006, un mese e mezzo prima del Vertice e potevo appena sedermi nel letto. Diversi tra i più distinti leaders che partecipavano all’evento ebbero l’amabilità di visitarmi. Chávez ed Evo lo fecero più di una volta. Un mezzogiorno lo fecero quattro che sempre ricordo: Kofi Annan, Segretario Generale della ONU; un vecchio amico, Abdelaziz Buteflika, Presidente dell’Algeria; Mahmoud Ahmadinejad, Presidente dell’Iran e un Viceministro degli Esteri del governo della Cina e attuale ministro degli Esteri di questo paese, Yang Jiechi, in rappresentazione del leader del Partito Comunista e Presidente della Repubblica Popolare della Cina, Hu Jintao. Fu realmente un momento importante per me, che con un grande sforzo, rieducavo la mano destra che aveva sofferto un serio colpo nella caduta a Santa Clara. Con i quattro commentai aspetti dei problemi che il mondo affrontava in quei momenti, e certamente questi problemi sono divenuti sempre più complessi. Nell’incontro di ieri ho osservato il presidente iraniano, assolutamente sereno e tranquillo, indifferente in modo totale alle minacce yankee e fiducioso nella capacità del suo popolo per affrontare qualsiasi aggressione, e nell’efficacia delle armi che in gran parte sono prodotte da loro stessi per far pagare agli aggressori un prezzo impagabile. In realtà del tema della guerra si è parlato appena, perchè la sua mente era concentrata nelle idee esposte nella conferenza impartita nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana, centrata nella lotta per l’essere umano di : “camminare sino a raggiungere e realizzare la pace, la sicurezza, il rispetto e la dignità umana, come un desiderio di tutti gli esseri umani in tutto il tempo della storia.” Sono sicuro che da parte dell’Iran, non ci si devono aspettare azioni irriflessive che contribuiscano allo scoppio di una guerra; se questa inevitabilmente scoppierà, sarà frutto esclusivo dell’avventurismo e dell’irresponsabilità congenita dell’impero yankee. Penso, da parte mia, che la situazione politica creata attorno all’Iran e i rischi d’una guerra nucleare che ne emanano e che coinvolgono tutti – possiedano o meno tali armi - sono davvero molto delicati, perchè minacciano la stessa esistenza della nostra specie. Il Medio Oriente è diventato la regione con più conflitti del mondo e ed l’area in cui si generano le risorse energetiche vitali per l’economia del nostro pianeta. Il potere distruttivo e le sofferenze di massa che originarono alcuni dei mezzi usati nella Seconda Guerra Mondiale hanno motivato una forte tendenza a proibire alcune armi, come i gas asfissianti, ed altre, utilizzate in quella guerra. Senza dubbio le lotte d’interesse e gli enormi guadagni dei produttori di armi li hanno portati a confezionare armi più crudeli e distruttive, sino a che la tecnologia moderna ha apportato il materiale e i metodi il cui utilizzo in una guerra mondiale condurrebbe allo sterminio. Sostengo il criterio, senza dubbio condiviso da tutte le persone con un elementare senso di responsabilità, che nessun paese, grande o piccolo, ha il diritto di possedere armi nucleari. Non si dovevano assolutamente usare per attaccare due città indifese come Hiroshima e Nagasaki, assassinando e irradiando con orribili e duraturi effetti centinaia di migliaia di uomini donne e bambini in un paese che era militarmente sconfitto. Se il fascismo obbligava le potenze coalizzate contro il nazismo a competere con quel nemico dell’umanità nella fabbricazione di quell’arma, alla fine della guerra e creata già l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il primo dovere di questa organizzazione era proibire quell’arma senza eccezione alcuna. Ma gli Stati Uniti, la potenza più poderosa e ricca, imposero al resto del mondo la linea da seguire. Oggi possiedono centinaia di satelliti che spiano e vigilano dallo spazio tutti gli abitanti del pianeta e le loro forze navali, aeree e terresti sono equipaggiate con migliaia di armi nucleari, e maneggiano come vogliono, attraverso il Fondo Monetario Internazionale, le finanze e gli investimenti del mondo. Se si analizza la storia di ognuna del nazioni dell’America Latina, dal Messico alla Patagonia, passando per Santo Domingo e Haiti, si potrà osservare che tutte senza una sola eccezione hanno sofferto per duecento anni, dall’inizio del XIX secolo e sino ad oggi, in una o in un’altra forma e stanno soffrendo sempre più, i peggiori crimini che il potere e la forza possono commettere contro il diritto dei popoli. Scrittori brillanti sorgono in numero crescente: uno di loro, Eduardo Galeano, autore di “Le vene aperte dell’America Latina”, che descrive quello che precede, è appena stato invitato a inaugurare il prestigioso Premio Casa de Las Américas, come riconoscimento alla sua rilevante opera. Gli avvenimenti si susseguono con incredibile rapidità, ma la tecnologia li trasmette al pubblico in forma ancora più rapida. In un giorno qualsiasi, come quello di oggi, le notizie importanti si succedono con straordinario ritmo. Un dispaccio di ieri, datato 11 gennaio, raccoglie la seguente testuale notizia: la presidenza danese della Unione Europea ha affermato, mercoledì, che una nuova serie di sanzioni europee più severe contro l’Iran si decideranno il 23 gennaio, per via del suo programma nucleare, e non solo verso il suo settore petrolifero, ma anche verso il suo Banco Centrale. “ Andremo più avanti in quello che si riferisce alle sanzioni petrolifere e contro le strutture finanziarie”, ha detto il capo della diplomazia danese, Villy Soevndal, durante un incontro con la stampa straniera. Si può apprezzare con chiarezza che, con il fine d’impedire la proliferazione nucleare, Israele può accumulare centinaia di ogive nucleari, mentre l’Iran non può produrre uranio arricchito al 20%. Un’altra notizia sul tema di una nota ed esperta agenzia informativa britannica riferisce che la Cina non ha dato segnali, mercoledì, di cedere terreno rispetto alle domande degli Stati Uniti sulla riduzione dei suoi acquisti di petrolio iraniano, ed ha considerato un’esagerazione le sanzioni di Washington contro Teheran…”. Chiunque resta stupito dalla tranquillità con cui gli Stati Uniti e la civile Europa promuovono questa campagna con una sbalorditiva e sistematica pratica terroristica; bastano queste linee trasmesse da un’altra importante agenzia europea di notizie: “L’assassinio mercoledì, di un responsabile dell’impianto nucleare di Natanz, nel centro dell’Iran, conta tre precedenti dal gennaio del 2010.” Il 12 gennaio di quest’anno “un fisico nucleare internazionalmente noto, Masud Alí Mohamadi, professore nell’università di Teheran e che lavorava per i Guardiani della Rivoluzione, è morto per l’esplosione di una bomba davanti a casa sua …” “29 novembre del 2010: Majid Shahriari, fondatore della Società nucleare dell’Iran e incaricato di uno dei grandi progetti dell’Organizzazione iraniana dell’energia atómica’ [...] è morto a Teheranper l’ esplosione di una bomba magnetica fissata alla sua automobile. “Nello stesso giorno, un altro fisico nucleare, Fereydoun Abasi Davani, era stato oggetto di un attentato in condizioni identiche, mentre parcheggiava la sua macchina davanti alla Università Shahid Beheshti a Teheran, dove i due uomini erano professori.” Fu solo ferito. “23 luglio del 2011: Lo scienziato Dariush Rezainejad, che lavorava ai progetti del Ministero della Difesa, è stato ucciso, sparandogli, da sconosciuti che viaggiavano con una moto, a Teheran.” “11 gennaio del 2012: cioè lo stesso giorno in cui Ahmadinejad viaggiava dal Nicaragua a Cuba, per dare la sua conferenza nell’Università de L’Avana, lo scienziato Mostafa Ahmadi Roshan, che lavorava nell’impianto di Natanz, del quale era vice-direttore per i temi commerciali, è morto nell’esplosione di una bomba magnetica collocata sopra l’automobile, vicino all’Università Allameh Tabatabai, a est di Teheran. Come negli anni precedenti “L’Iran ha accusato nuovamente gli Stati Uniti e Israele.” Si tratta di un massacro selezionato di brillanti scienziati iraniani, sistematicamente assassinati. Ho letto articoli di conosciuti simpatizzanti d’Israele che parlano dei crimini realizzati dai loro servizi d’intelligenza in cooperazione con quelli degli Stati Uniti e la NATO, come di una cosa normale. Allo stesso tempo, da Mosca le agenzie informano che “la Russia ha fatto presente oggi che in Siria sta maturando un scenario simile a quello della Libia, ma ha messo in allerta che questa volta l'attacco verrà dalla vicina Turchia. “Il Segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, sostenne che Occidente vuole ‘punire non tanto Damasco per la repressione all'opposizione bensì per la sua disubbidienza di non interrompere la sua alleanza con Teheran '.” “…secondo lui, in Siria sta maturando uno scenario come quello della Libia, ma in questa opportunità, le forze di attacco non verranno dalla Francia, Gran Bretagna ed Italia ma dalla Turchia.” “Perfino, osò anticipare che ‘è possibile che Washington ed Ankara stanno già definendo varie opzioni di zone di esclusione di volo, dove eserciti armati di ribelli siriani potrebbero essere allenati e concentrati '.” Le notizie non solo provengono dall'Iran ed il Medio Oriente, ma anche da altri punti dell'Asia Centrale prossimi al Medio Oriente. Le stesse ci permettono di apprezzare la complessità dei problemi che possono derivare da questa zona pericolosa. Gli Stati Uniti sono stati condotti per la loro contraddittoria ed assurda politica imperiale verso problemi seri in paesi come il Pakistan, i cui confini con un altro importante Stato, l’Afghanistan, sono stati tracciati dai colonialisti senza considerare cultura né etnie. In questo ultimo paese che difese la sua indipendenza di fronte al colonialismo inglese per secoli, la produzione di droga si è moltiplicata dall'invasione yankee, ed i soldati europei appoggiati dagli aeroplani senza pilota ed armamento sofisticato degli Stati Uniti commettono orribili massacri che incrementano l'odio della popolazione ed allontanano le possibilità di pace. Tutto questo e anche altre immondizie si riflettono negli articoli delle agenzie occidentali di notizie. “Washington, 12 gennaio 2012 - Il segretario statunitense della Difesa, Leon Panetta, qualificò questo giovedì come ‘assolutamente deplorevole ' il comportamento di quattro uomini presentati come marines nordamericani orinando su dei cadaveri in Afghanistan in un video pubblicato in internet. “Ho visto le immagini ed incontro il comportamento (di quegli uomini) assolutamente deplorevole…” “‘Questo comportamento è completamente inappropriato da parte di membri dell'esercito statunitense e non riflette in nessun caso i criteri ed i valori che le nostre forze armate giurano di rispettare '…” In realtà né lo afferma né lo nega. Chiunque può rimanere col dubbio e possibilmente lo stesso Segretario della Difesa. Però risulta anche eccessivamente inumano che uomini, donne e bambini, o un combattente afgano che lotta contro l'occupazione straniera, sia assassinato dalle bombe degli aeroplani senza pilota. Un’altra cosa anche molto grave: decine di soldati ed ufficiali pachistani che custodivano le frontiere del paese, sono stati fatti a pezzi da queste bombe. In alcune dichiarazioni dello stesso Karzai, Presidente dell'Afghanistan, si commenta che l'oltraggio ai cadaveri era “‘semplicemente inumano ', ed ha chiesto al governo statunitense che ‘applichi la punizione più severa per coloro che risultino essere condannati per questo crimine '.” Portavoci dei talebani dichiararono che “‘negli ultimi dieci anni si sono dati centinaia di atti simili che non sono stati rivelati '…” Uno sente perfino pena per questi soldati, separati dai familiari e dagli amici, a migliaia di chilometri della loro propria patria, inviati a lottare in paesi che forse non hanno mia sentito neanche menzionare come studenti, dove loro assegnano il compito di ammazzare o morire per arricchire imprese multinazionali, fabbricanti di armi e politici negligenti che dilapidano ogni anno i fondi che sono necessari per l'alimentazione e l'educazione degli innumerevoli milioni di affamati ed analfabeti nel mondo. Non pochi di questi soldati, vittime dei traumi subiti, finiscono privandosi della vita. Per caso, esagero quando affermo che la pace mondiale pende da un filo? Fidel Castro Ruz 12 gennaio 2012 9 e 14 p.m”.
lun, 09 gennaio 2012 22:48
Le Riflessioni di Fidel :Il miglior Presidente per gli USA /El mejor Presidente para Estados Unidos
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Le Riflessioni del compagno Fidel Il miglior Presidente per gli Stati Uniti (da CubaDebate) Una nota agenzia europea di notizie ha riportato l’altro ieri da Sydney, in Australia, che “Un gruppo d’investigatori australiani dell’Università del Nuovo Galles del Sud ha annunciato la creazione di un cavo elettrico dieci mila volte più sottile di una capello, con la stessa capacità di conduzione elettrica di un cavo di rame tradizionale”. “... Bent Weber, capo del progetto realizzato nell’università australiana, in un lavoro pubblicato dalla rivista Science ha spiegato che poter eseguire la connessione di cavi di questa misura microscopica sarà essenziale per lo sviluppo dei futuri circuiti elettronici”. “Il cavo è stato creato da fisici australiani e statunitensi con catene di atomi di fosforo dentro un cristallo di silicio: il nanocavo conta appena quattro atomi di larghezza e uno d’altezza.” “La realizzazione è essenziale nella corsa internazionale per sviluppare il primo PC quantico, una macchina super veloce capace di processare enormi quantità di dati in pochi secondi: una serie di calcoli che un computer attuale realizzerebbe in anni e forse in decenni.” In un cavo di rame tradizionale, l’elettricità si genera quando gli elettroni di rame fluiscono lungo in conduttore; ma quando il cavo o il conduttore si fa più piccolo, la resistenza al flusso elettrico diviene maggiore. Per superare questo problema, Weber, e il suo gruppo, hanno utilizzato microscopi disegnati esattamente con precisione atomica, che hanno permesso di collocare gli atomi di fosforo nei cristalli di silicio. “Questo ha permesso al nanocavo di agire come il rame, con elettroni che fluiscono facilmente e senza problemi di resistenza. Stiamo mostrando con questa tecnica che è possibile minimizzare componenti sino a una scala di pochi atomi, ha indicato Weber.” “Se vogliamo usare atomi come bits, necessitiamo cavi della stessa scala degli atomi”, ha osservato la fisica Michelle Simmons supervisore del lavoro. Con queste conquiste tecnologiche inarrestabili che dovrebbero servire al benessere dell’umanità, mi sono ricordato di quello che ho scritto appena quattro giorni fa sul riscaldamento della terra e lo sfruttamento accelerato del pericoloso gas di esquisto (grisù) in un mondo che in duecento anni sta consumando l’energia fossile accumulata in 4.000 milioni di anni. Ho immaginato Obama, che articola bene le parole, per il quale, nella sua ricerca disperata della rielezione, i sogni di Luther King distano più anni luce del pianeta abitabile più vicino. E anche peggio: uno qualsiasi dei congressisti repubblicani ‘presidenziabili’, un leader o una leaderessa del Tea Party, che ha più armi nucleari alle sue spalle che idee di pace nella sua testa. I lettori s’immaginino per un minuto questa poderosa calcolatrice quantica, capace di moltiplicare per infinite volte i dati raccolti oggi dai più moderni computers. Non è forse ovvio che il peggio di tutto è l’assenza nella Casa Bianca di un robot capace di governare gli Stati Uniti impedire una guerra che porrebbe fine alla nostra specie? Sono sicuro che il 90% dei nordamericano iscritti, soprattutto i latini, i negri, il crescente numero della classe media impoverita, voterebbero per il robot. Fidel Castro Ruz 8 gennaio del 2012 Ore 18.18 (Traduzione Gioia Minuti)
La Habana, 9 de Enero de 2012 REFLEXIONES DEL COMPAÑERO FIDEL El mejor Presidente para Estados Unidos (Tomado de CubaDebate) Una conocida agencia europea de noticias transmitió anteayer desde Sydney, Australia, que "Un grupo de investigadores australianos de la Universidad de Nueva Gales del Sur anunció la creación de un cable eléctrico diez mil veces más delgado que un cabello, capaz de igual conducción eléctrica que un cable de cobre tradicional." "... Bent Weber, jefe del proyecto realizado en la universidad australiana, en un trabajo publicado por la revista Science" explicó que ‘poder efectuar conexiones de cables a esa escala microscópica será esencial para el desarrollo de los futuros circuitos electrónicos’". "El cable fue creado por físicos australianos y estadounidenses con cadenas de átomos de fósforo dentro de un cristal de silicio: el nanocable cuenta apenas con cuatro átomos de ancho por uno de alto." "El hallazgo es esencial en la carrera internacional para desarrollar la primera ‘computadora cuántica’, máquinas superveloces capaces de procesar enormes cantidades de datos en pocos segundos: una serie de cálculos que llevaría años, o incluso décadas, a las computadoras actuales. "En un cable de cobre tradicional, la electricidad se genera cuando los electrones de cobre fluyen a lo largo del conductor: pero a medida que el cable o conductor se hace más pequeño, la resistencia al flujo eléctrico se hace mayor. "Para superar este problema Weber y su equipo utilizaron microscopios especialmente diseñados con precisión atómica, que les permitieron colocar los átomos de fósforo en los cristales de silicio. "Esto permitió que el nanocable actuara como el cobre, con los electrones fluyendo fácilmente y sin problemas de resistencia. ‘Estamos mostrando con esta técnica que es posible minimizar componentes hasta la escala de pocos átomos’, indicó Weber." "Si vamos a usar átomos como bits, necesitamos cables a la misma escala de los átomos" —observó la física Michelle Simmons supervisora del trabajo. Con estos indetenibles avances tecnológicos que debieran servir para el bienestar de la humanidad, recordaba lo que hace apenas cuatro días escribí sobre el calentamiento de la tierra y la explotación acelerada del peligroso gas de esquisto, en un mundo que en doscientos años está consumiendo la energía fósil acumulada durante 4 000 millones de años. Imaginé a Obama, buen articulador de palabras, para quien, en su búsqueda desesperada de la reelección, los sueños de Luther King distan a más años luz que la tierra del planeta habitable más cercano. Peor aún: cualquiera de los congresistas republicanos presidenciables, o un líder o lideresa del Tea Party carga más armas nucleares en sus espaldas que ideas de paz en su cabeza. Imaginen los lectores por un minuto esa poderosa calculadora cuántica capaz de multiplicar por infinitas veces los datos que hoy recogen las modernas computadoras. ¿No es acaso obvio que lo peor de todo es la ausencia en la Casa Blanca de un robot capaz de gobernar Estados Unidos e impedir una guerra que ponga fin a la vida de nuestra especie? Estoy seguro de que el 90 por ciento de los norteamericanos inscriptos, especialmente los hispanos, los negros, y el creciente número de la clase media, empobrecidos, votaría por el robot. Fidel Castro Ruz Enero 8 de 2012 6 y 18 p.m.
sab, 07 gennaio 2012 11:28
Le Riflessioni del compagno Fidel :-La marcia verso l’abisso- LINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO L'Avana 6 Gennaio 2012 Le Riflessioni del compagno Fidel La marcia verso l’abisso (da CubaDebate- prima parte) Non è questione di ottimismo o pessimismo, sapere o ignorare cose elementari, essere responsabili o no degli avvenimenti. Coloro che pretendono di considerarsi politici dovrebbero essere gettati nella discarica della storia, quando, com’è di norma, in questa attività ignorano tutto e o quasi tutto quello che si relaziona con lei. Non parlo ovviamente di quelli che, in vari millenni, hanno trasformato i temi pubblici in strumenti di potere e ricchezza per le classi privilegiate, attività nelle quali veri records di crudeltà sono stati imposti durante gli ultimi ottomila o diecimila anni, dei quali esistono sicure vestigia della condotta sociale della nostra specie, la cui esistenza come esseri pensanti, secondo gli scienziati è di circa 180.000 anni. Non è il mio proposito concentrarmi in questi temi che sicuramente annoierebbero quasi l’ottanta per cento delle persone, continuamente bombardate con notizie attraverso i media, che vanno dalla parola scritta alle immagini tridimensionali che si cominciano a mostrare in costosi cinema, e non è lontano il giorno in cui domineranno le, di per sè, favolose immagini della televisione. Non è casuale che la detta industria della ricreazione abbia la sua sede nel cuore dell’impero che tiranneggia tutti. Quello che pretendo è situarmi al punto di partenza attuale della nostra specie per parlare della marcia verso l’abisso. Potrei anche parlare di una marcia “inesorabile” e sarei sicuramente più vicino alla realtà. L’idea di un giudizio finale è implicita nelle dottrine religiose più estese tra gli abitanti del pianeta, senza che nessuno per questo le definisca pessimiste. Considero, al contrario, un dovere elementare di tutte le persone serie e assennate, che sono milioni, lottare per posporre e forse impedire questo drammatico e sicuro avvenimento nel mondo attuale. Ci minacciano numerosi pericoli, ma due tra questi: la guerra nucleare e il cambio climatico sono decisivi e tutti e due sono sempre più lontani dalla avvicinarsi ad una soluzione. I fiumi di parole demagogiche, le dichiarazioni e i discorsi della tirannia imposta al mondo dagli Stati Uniti e dai loro poderosi e assoluti alleati nei due temi, non ammettono il minor dubbio al rispetto. Il primo gennaio del 2012 , anno nuovo occidentale e cristiano, coincide con l’anniversario del trionfo della Rivoluzione in Cuba e l’anno in cui si compie il 50º anniversario della Crisi d’Ottobre del 1962, che portò il mondo al bordo della guerra mondiale nucleare ed è questo che mi obbliga a scrivere queste righe. Mancherebbero di senso se avessero l’obiettivo d’imputare qualche colpa al popolo nordamericano o a quello di qualche altro paese alleato degli Stati Uniti nell’insolita avventura; loro, come gli altri popoli del mondo sarebbero le vittime inevitabili della tragedia. Fatti recenti avvenuti in Europa e in altri punti, mostrano l’indignazione di massa di coloro ai quali la disoccupazione, la carestia, le riduzioni delle loro entrate, i debiti, la discriminazione, le menzogne, la politicheria, conducono a proteste e alle brutali repressioni dei guardiani dell’ordine stabilito. Con frequenza crescente si parla di tecnologie militari che danneggiano la totalità del pianeta, unico satellite abitabile a centinaia di anni luce da un altro che forse risulta adeguato, se ci muoviamo alla velocità della luce, trecentomila chilometri al secondo. Non dobbiamo ignorare che se la nostra meravigliosa specie pensante sparisse, trascorrebbero molti milioni di anni prima di vederne sorgere un’altra, capace di pensare, in virtù dei principi naturali che guidano, come conseguenza dell’evoluzione delle specie, scoperta da Darwin nel 1859 e che oggi tutti gli scienziati seri riconoscono, credenti e non credenti. Nessun’altra epoca della storia dell’uomo ha conosciuto gli attuali pericoli che affronta l’umanità. Persone come me, con 85 anni compiuti, siamo giunto a 18 anni con il diploma liceale prima che si concludesse l’elaborazione della prima bomba atomica. Oggi gli artefatti di questo carattere pronti per il loro uso, incomparabilmente più poderosi di quelli che riprodussero il calore del sole sulle città di Hiroshima e Nagasaki sono migliaia. Le armi di questo tipo che si tengono addizionalmente nei depositi, aggiunte a quelle già esposte in virtù di accordi, raggiungono cifre che superano i ventimila proiettili nucleari. L’utilizzo di appena un centinaio di queste armi sarebbe sufficiente per creare un inverno nucleare che provocherebbe una morte spaventosa in breve tempo di tutti gli esseri umani che abitano il pianeta, come ha spiegato brillantemente e con dati computerizzati lo scienziato nordamericano e professore dell’Università di Rutgers, in New Jersey, Alan Robock. Coloro che abitualmente leggono le notizie e le analisi internazionali serie, conoscono che i rischi dello scoppio di una guerra con l’uso di armi nucleari, s’incrementano nella misura in cui cresce la tensione nel Vicino Oriente, dove nelle mani del governo israelita si accumulano centinai di armi nucleari in piena disposizione combattiva e il cui carattere di forte potenza nucleare non si ammette, nè si nega. Cresce ugualmente la tensione attorno alla Russia, paese d’indiscutibile capacità di risposta, minacciata d un presunto scudo nucleare europeo. Fa ridere l’affermazione yankee che lo scudo nucleare europeo serve per proteggere anche la Russia dall’Iran e dalla Corea del Nord. È tanto inconsistente la posizione yankee in questo delicato tema, che il suo alleato, Israele, non si scomoda nemmeno a garantire consultazione anticipate su misure che possono scatenare una guerra. L’umanità, in cambio, non gode di alcuna garanzia. Lo spazio cosmico, nelle prossimità de del nostro pianeta, è saturo di satelliti degli Stati Uniti destinati a spiare quello che avviene nelle terrazze di qualsiasi nazione del mondo. La vita e le abitudini di ogni persona o famiglia sono divenute oggetti di spionaggio, l’ascolto di centinaia di milioni di cellulari e il tema delle conversazioni di qualsiasi persona, in qualsiasi parte del mondo, smette d’essere privato per diventare materiale d’informazione per i servizi segreti degli Stati Uniti. Questo è il diritto che resta ai cittadini del nostro mondo, in virtù degli atti di un governo la cui Costituzione, approvata nel Congresso di Filadelfia nel 1776, stabiliva che gli uomini nascevano tuttavia liberi e uguali e che il creatore concedeva a tutti determinati diritti, dei quali non ne resta più uno, nemmeno per gli stessi nordamericani, nè per qualsiasi cittadino del mondo, nemmeno nel comunicare per telefono a familiari e amici i suoi più intimi sentimenti. La guerra, senza dubbio è una tragedia che può avvenire ed è molto probabile che avvenga, ma se anche l’umanità fosse capace di ritardarla per un tempo indefinito, un altro fatto ugualmente drammatico sta avvenendo già a ritmo crescente: il Cambio Climatico. Mi limiterò a segnalare quello che eminenti scienziati ed esperti d’importanza mondiale hanno spiegato con documenti e filmati, che nessuno critica. È ben noto che il governo degli Stati Uniti si è opposto agli accordi di Kioto sull’ambiente, una linea di condotta che non ha conciliato nemmeno con i suoi più vicini alleati, i cui territori soffrirebbero tremendamente e alcuni dei quali, come l’Olanda, sparirebbero quasi interamente. Il pianeta oggi marcia senza politica su questo grave problema, mentre il livello del mare si alza, le enormi cappe di ghiaccio che coprono l’Antartide e la Groenlandia, dove si accumula più del 90% dell’acqua dolce del mondo, si sciolgono con crescente ritmo, e già l’umanità, lo scorso novembre del 2011 ha raggiunto ufficialmente la cifra di 7000 milioni di abitanti, che nell’area più povera del mondo crescono in forma sostenuta ed inevitabile. Ma forse coloro che si sono dedicati a bombardare paesi e ammazzare milioni di persone negli ultimi 50 anni, si possono preoccupare del destino degli altri popoli? Gli Stati Uniti oggi non sono solo i promotori di queste guerre, ma anche i maggiori produttori ed esportatori di armi del mondo. Come si sa questo poderoso paese ha firmato un accordo per fornire 60.000 milioni di dollari, nei prossimi anni, al regno dell’Arabia Saudita, dove le multinazionali degli Stati Uniti e dei loro alleati estraggono ogni giorno 10 milioni di barili di petrolio leggero, cioè dieci milioni di dollari in combustibile. Che cosa avverrà di questo paese e della regione quando queste riserve di energia termineranno? Non è possibile che il nostro mondo globalizzato accetti senza discutere lo spreco colossale di risorse energetiche che la natura ha tardato centinaia di milioni di anno a creare e la cui dilapidazione rende sempre più cari i costi essenziali. Non sarebbe degno in assoluto del carattere intelligente attribuito alla nostra specie. Negli ultimi 12 mesi tale situazione si è aggravata considerevolmente, partendo da nuove scoperte tecnologiche che, lontane dall’alleviare la tragedia che deriva dallo spreco dei combustibili fossili, la peggiore in modo notevole. Scienziati e investigatori di prestigio mondiale stavano segnalando le conseguenze drammatiche del Cambio Climatico.
In un eccellente documentario cinematografico del regista francese Yann Arthus-Bertrand, intitolato ‘Home’, ed elaborato con la collaborazione di prestigiose e ben informate personalità internazionali, diffuso alla metà del 2009, riavvertiva il mondo con dati indiscutibili di quello che stava avvenendo. Con solidi argomenti espone le conseguenze nefaste di consumare in meno di due secoli le risorse energetiche create dalla natura in centinaia di milioni di anni; ma il peggio non è lo spreco colossale, ma la conseguenza suicida che avrebbe per la specie umana: “Ti benefici di una favoloso legato di 40.000 milioni di anni somministrati dalla Terra; hai solamente 200.000 anni, ma hai già cambiato la faccia del mondo!” Non ho incolpato nè potrei incolpare nessuno sino a questo momento, ma ho segnalato semplicemente una realtà obiettiva. Senza dubbio oggi dobbiamo incolparci, tutti noi per quello che sappiamo, non facendo niente per cercare di rimediare.
Nelle loro immagini e nei loro concetti gli autori di quest’opera includono memorie, dati e idee che abbiamo il dovere di conoscere e considerare. In mesi recenti, un altro favoloso materiale cinematografico è stato ‘Oceani’, realizzato da due registi francesi e considerato il miglior film dell’anno in Cuba, e forse, a mio giudizio. il migliore di quest’epoca. È un materiale che stupisce per la precisione e la bellezza delle immagini, mai filmate prima da nessuna macchina da ripresa: 8 anni e 50 milioni di Euro sono stati investiti in quest’opera. L’umanità dovrà ringraziare per questa prova, per la forma in cui si espongono i principi della natura adulterati dall’uomo. Gli attori non sono esseri umani: sono gli abitanti dei mari del mondo. Un Oscar per loro! Quello che ha motivato il mio dovere di scrivere queste righe non sorge dai fatti riferiti sino adesso, che in una forma o in un’altra ho commentato precedentemente, ma da altri che maneggiati per interesse dalla multinazionali. stanno salendo alla luce, a tappe, negli ultimi mesi e servono, a mio criterio, come prova definitiva della confusione e del caos politico che impera nel mondo. Solo pochi mesi fa, per la prima volta, ho letto alcune notizie sull’esistenza del gas di esquisto. Si affermava che gli Stati Uniti dispongono di riserve per coprire le loro necessità di questo combustibile per 100 anni. Dato che dispongo di tempo sufficiente, attualmente, per indagare su temi politici, economici e scientifici, che possono realmente essere utili ai nostri popoli, mi sono messo in contatto discretamente con varie persone che risiedono a Cuba e all’estero del nostra paese. Curiosamente, nessuno aveva ascoltato una parola sul tema. Non era sicuramente la prima volta che succedeva. Uno si stupisce di fatti importanti di per sè, che si nascondono in un vero mare d’informazioni mescolate con cento e mille notizie che circolano per il pianeta. Ho insistito nonostante quello nel mio interesse sul tema. Sono passati solo pochi mesi e il gas di esquisto già non è notizia. Poco prima dell’inizio del nuovo anno si conoscevano sufficienti dati per vedere con tutta chiarezza la marcia inesorabile del mondo verso l’abisso, minacciato da rischi estremamente gravi, come la guerra nucleare e il cambio climatico. Del primo ho parlato, del secondo, per essere breve, mi limiterò ad esporre dati conosciuti ed alcuni da far conoscere, perchè nessun quadro politico o persona sensata li deve ignorare. Non esito ad affermare che osservo i due fatti con la serenità degli anni vissuti in questa spettacolare fase della storia umana, che hanno contribuito all’educazione del nostro popolo valoroso ed eroico. Il gas si misura in TCF, con cui si possono riferire piedi al cubo o metri cubi e non sempre si specifica se si tratta di una o dell’altra misura, perchè dipende dal sistema di misurazione che si applica in un determinato paese. Inoltre , quando si parla di bilioni, ci si riferisce al bilione spagnolo, che significa un milione di milioni. Questa cifra in inglese si definisce trilione e va ricordato quando si analizzano le misure riferite al gas, che sono normalmente voluminose. Cercherò di segnalarlo quando sia necessario. L’analista nordamericano Daniel Yergin, autore di un voluminoso classico sulla storia del petrolio, ha affermato, secondo l’agenzia di notizie IPS, che già un terzo di tutto il gas che si produce negli Stati Uniti è gas di esquisto. “Lo sfruttamento di una piattaforma con sei pozzi può consumare 170.000 metri cubi di acqua e può anche provocare effetti dannosi, come influire nei movimenti sismici e inquinare le acque sotterranee e superficiali e danneggiare il paesaggio”. Il gruppo britannico BP informa che “Le riserve sicure di gas convenzionale o tradizionale nel pianeta sommano 6.608 bilioni – milioni di milioni - di piedi al cubo, 187 bilioni di metri cubi, e i depositi più grandi ritrovano in Russia (1.580 TCF), Iran (1.045), Qatar (894), e Arabia Saudita e Turkmenistán, con 283 TCF ognuno”. Si tratta del gas che si produceva e commerciava. “Uno studio della EIA, un’agenzia governativa degli Stati uniti sull’energia pubblicato nell’aprile del 2011 ha incontrato praticamente lo stesso volume (6.620 TCF o 187,4 bilioni di metri cubi) di shale gas recuperabile in appena 32 paesi, e i giganti sono: Cina (1.275 TCF), Stati Uniti (862), Argentina (774), Messico (681), Sudafrica (485) e Australia (396 TCF)". Shale gas è il gas di esquisto. Va osservato che, stando a quello che si conosce, Argentina e Messico ne dispongono quasi quanto gli Stati Uniti. La Cina, con i maggiori giacimenti, dispone di riserve che equivalgono a quasi il doppio di quelli e del 40% più che gli Stati Uniti. “ I paesi dipendenti da fornitori stranieri da secoli, conterebbero con un ingente base di risorse in relazione al loro consumo, come la Francia o la Polonia, che importano il 98 e il 64 per cento rispettivamente del gas che consumano e che terrebbero nelle rocce di esquisto o di lutite riserve superiori a 180 TCF ognuno”. “Per estrarlo dalle lutite, segnala IPS si usa un método battezzato fracking (frattura idraulica), con l’iniezione di grandi quantità di acqua e sabbia e additivi chimici. La presenza di carbonio ( la proporzione di diossido di carbonio liberata nell’atmosfera) è molto più alta di quella generata con la produzione dei gas convenzionali” “Dato che si tratta di bombardare cappe della corteccia terrestre con l’acqua e altre sostanze, s’incrementa il rischio di danneggiare il sottosuolo, il suolo, le nappe idriche sotterranee e superficiali, il paesaggio e le vie di comunicazione, se le installazioni per estrarre e trasportare la nuova ricchezza presentano difetti o errori di maneggio”. Basta segnalare che tra le numerose sostanze chimiche che si iniettano con l’acqua per estrarre questo gas, s’incontrano il benzene e il toluene, che sono sostanze terribilmente cancerogene”. L’esperta Lourdes Melgar, dell’Istituto Tecnologico e di Studi Superiori di Monterrey, sostiene che: “È una tecnologia che genera molto dibattito e sono risorse ubicate in zone dove non c’è acqua”. “Le lutite con gas, pubblica IPS, sono cave di idrocarburi non convenzionali situate in rocce che le nascondono per cui si applica la frattura idraulica nota in inglese come fracking, per liberarle a grande scala”. “La generazione di de gas shale richiede grandi volumi di acqua e lo scavo e la frattura generano grandi quantità di residui liquidi che possono contenere elementi chimici disciolti e altri inquinanti, che richiedono un trattamento prima di gettarli”. “La produzione di esquisto è passata da 11.037 milioni di metri cubi nel 2000, a 135.840 milioni nel 2010. Seguendo questo ritmo d’espansione, nel 2035 giungerà a coprire il 45% della domanda di gas generale” dice la EIA. “Investigazioni scientifiche recenti hanno allarmato sul profilo ambientale negativo del gas lutite. “Gli accademici Robert Howarth, Renee Santoro e Anthony Ingraffea, della statunitense Università di Cornell, hanno concluso che questo idrocarburo è più inquinante del petrolio e del gas, secondo il loro studio ‘Metano e tracce dei gas con effetto serra e del gas naturale proveniente da formazioni di shale’, diffuso nell’aprile scorso dalla rivista Climatic Change. “La traccia carbonica è maggiore di quella del gas convenzionale o del petrolio, visti da qualsiasi orizzonte temporaneo, ma soprattutto in un lasso di 20 anni. Paragonata a carbone è almeno si 20 volte maggiore e forse sarà anche più del doppio in 20 anni”, segnala la pubblicazione. “Il metano è uno dei gas a effetto serra più inquinanti, responsabile dell’aumento della temperatura del pianeta. “Nelle aree attive d’estrazione, con uno o più pozzi in un chilometro, le concentrazioni di media e di massima del metano nei pozzi d’acqua potabile si sono incrementati vicino al pozzo di gas più vicino, e sono un pericolo d’esplosione potenziale”, cita il testo scritto da Stephen Osborn, Avner Vengosh, Nathaniel Warner e Robert Jackson, dell’ Università statale di Duke. “Questo indizio mette in discussione l’argomento dell’industria che il esquisto può sostituire il carbone nella generazione elettrica e quindi essere una risorsa per mitigare il cambio climatico”. “È un’avventura troppo prematura e rischiosa?” “Nell’aprile del 2010, il Dipartimento di Stato degli Stati uniti ha messo in moto l’iniziativa globale del gas shale per aiutare i paesi che cercano d’usufruire di questa risorsa, identificarla e svilupparla, con un’eventuale beneficio economico per le multi nazionali di questa nazione”. Sono stato inevitabilmente esteso, ma non avevo altra opzione. Scrivo queste righe per il sito web Cubadebate e per Telesur, una delle emittenti di notizie più serie e oneste del nostro mondo sofferente. Prima di toccare il tema, ho lasciato passare i giorni di festa del vecchio e del nuovo anno. Fidel Castro Ruz - 4 gennaio del 2012 Ore 21.15 ( Traduzione Gioia Minuti) gio, 05 gennaio 2012 21:53
Notizie da Cuba
LINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO http://amigosdecubaitalocalvino.over-blog.it/ Cuba: dati senza lente d'ingrandimento Come direbbe lo scrittore e giornalista uruguaiano Eduardo Galeano, quando si tratta di Cuba, i grandi mezzi di comunicazione, “applicano una lente d'ingrandimento immensa che rende più grande tutto quello che succede ogni volta che conviene agli interessi del nemico, richiamando l'attenzione su quello che succede nella Rivoluzione, mentre la lente d'ingrandimento si distrae e non riesce a vedere altre cose importanti.” Tra quelle cose importanti che non riesce a vedere la lente d'ingrandimento immensa, richiamo l'attenzione su 30 dati che mostrano la forza della Rivoluzione cubana alla vigilia del suo 53° anniversario: -8 milioni 913 mila 838 cubani parteciparono al dibattito del Progetto delle Linee Guida della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione, previo al VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, registrandosi una cifra superiore a tre milioni di interventi. -un 68% delle Linea Guida furono riformulati dopo il dibattito col popolo cubano. -313 linee guida della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione sono stati approvate nel VI Congresso del Partito Comunista di Cuba. -nell'aggiornamento del modello economico cubano, fino all'attualità, sono entrati in vigore 7 Decreto-leggi del Consiglio di Stato, 3 Decreti da parte del consiglio dei Ministri, e 66 risoluzioni ed istruzioni di ministri e capi di entità nazionali. -più di 800 milioni di pesos saranno destinati dallo Stato cubano al conferimento di sussidi a persone con basse entrate, come parte della Legge di Presupposto per il 2012. -il governo cubano destinerà 17 mila 347 milioni 800 mila pesos all’Educazione, Salute ed altre necessità sociali nel presupposto dell'anno 2012. -nel presupposto del 2012 si assegneranno circa 400 milioni di pesos alla protezione a persone con situazione finanziaria critica -tra questi handicappati ed invalidi e quelli risultati disponibili nel processo del nuovo ordinamento lavorativo. -la legge finanziaria termina l'anno con un deficit stimato del 3,8% con relazione al Prodotto Interno Lordo, compiendo il limite di deficit promosso dall'Assemblea Nazionale nella Legge di Presupposto 2011. -il Prodotto Interno Lordo cresce di un 2,7% nell'anno 2011. -alla chiusura del 2011, la produttività di tutti gli occupati nell'economia, cresce di un 2,8%. -più di 357 mila cubani esercitano un lavoro privato. -33 misure sono state approvate dal consiglio dei Ministri ed entrarono in vigore il passato settembre per rendere più flessibile il lavoro privato. -più di 2,5 milioni di turisti approdarono a Cuba nel 2011. -si produssero fino ad oggi circa 4 milioni di tonnellate di petrolio e gas. -il tasso di Mortalità infantile in Cuba si trova sotto il 5 per ogni mille nati vivi. -la speranza di vita è di 78 anni. -186 paesi condannarono il bloqueo genocida degli Stati Uniti contro Cuba durante l'Assemblea Generale dell'ONU nell’ottobre passato. -Cuba ottenne il secondo posto nei Giochi Panamericani di Guadalajara con 58 medaglie di oro. -Il Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba ha deciso di perdonare oltre due mila novecento carcerati. -Cuba occupa il posto 51 tra tutti i paesi, nella relazione sullo sviluppo umano dell'ONU, con un sviluppo umano alto. -Il 14 dicembre si celebrò il primo anniversario della prima rete sociale digitale di contenuti di Cuba, EcuRed, con circa 80 mila articoli enciclopedici. -Più di 40 mila collaboratori cubani compiono missione in più di 70 paesi. -Più di 3 milioni di persone si sono alfabetizzate a partire dal metodo cubano Io Sì Posso, dopo essere stato applicato in quasi trenta paesi di distinte parti del mondo. -Con l'inizio del corso scolare 2011-2012, il passato 5 settembre, aprirono le loro porte più di 60 università dell'isola, con una matricola di circa di 500 mila alunni. Il business di fare in modo che Cuba non faccia affari 1 gennaio 2012 - Lázaro Fariñas da Rebelión http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/ La presidente della Commissione delle Relazioni Estere del Congresso degli Stati Uniti, Ileana Ros-Lehtinen, va come una disturbata mentale dando grida isteriche, sia a Miami che in Washington. La signora è più che arrabbiata con il presidente Obama, perché questi non fa qualcosa per impedire che Cuba, in maniera sovrana, trivelli, in cerca di petrolio, in acque che le appartengono legalmente. Poiché é imminente l'inizio delle perforazioni da parte di un consorzio straniero che agisce come socio di Cuba, la fiammante presidente della commissione del Congresso sta quasi con la bava alla bocca per l'impotenza di non poterlo evitare. Questa donna, come qualche altro membro del Congresso, non vuol rendersi conto che da poco più di mezzo secolo Cuba non é più una mezza colonia degli Stati Uniti e che dal 1959 è un paese libero e sovrano, dove gli USA non hanno la minima influenza sulle politiche che vi si svolgono. Proprio per persone come la congressista, gli Stati Uniti hanno mantenuto una posizione molto negativa e aggressiva in relazione con l'isola, che impedisce loro di avere qualsiasi tipo d'influenza con il governo rivoluzionario. Queste persone, o sono stupide o fanno le stupide, perché, inutile dirlo, è impossibile trattare un paese, che potrebbe essere un amico, come un nemico ed allo stesso tempo essere in grado di influenzarlo su alcunché. Le relazioni tra i paesi non si differenziano in nulla delle relazioni tra le persone. Un amico ci può influenzare nel prendere una decisione, ma un nemico giammai potrà farlo. Secondo Doña Ileana, lei è molto preoccupata che, durante la perforazione nelle acque del Golfo, Cuba possa provocare una fuoriuscita che provocherebbe danni enormi alle coste della Florida. Gli Stati Uniti hanno decine di pozzi di petrolio nelle acque del Golfo del Messico e uno di essi ha provocato, molto recentemente, un vero disastro ecologico nella zona. Ma la congressista non è preoccupata che si possa ripetere ciò che è già successo ad una delle società che perfora nella zona, ma è solo preoccupata per la perforazione dei cubani. Che simpatica la Ileanita, giusto? La poveretta, é tanto preoccupata per quello che possono fare, questi cubani, alle acque del Golfo del Messico e alle coste della Florida. Se davvero fosse preoccupata per un disastro che potrebbe accadere, invece di interferire con le decisioni di un paese sovrano, come Cuba, dovrebbe tentare di far sì che gli USA cercassero qualche maniera di cooperare con le autorità isola, nell'ipotetico ed eventuale caso che un giorno avvenisse un qualsiasi tipo di disastro. Naturalmente sappiamo a sfare che questa signora è una nemica giurata del popolo di Cuba e il suo unico interesse è fargli danno. La sua preoccupazione per un possibile disastro nella zona non va oltre l'odio che ha per Cuba e i cubani. Non é che possa o no fuoriuscire petrolio nelle acque territoriali cubane, ma è far in modo che a Cuba non entri valuta che possa utilizzare per comprare medicine e cibo nel mercato mondiale. Ileana non è nel business di prevenire fuoriuscite di petrolio, ma nel business di fare che Cuba non faccia affari. Fortunatamente, rimarrà con il desiderio di fermare i piani di perforazione petrolifera dei cubani, così come é rimasta con il desiderio di limitare i viaggi famigliari che fanno i cubano-americani nell'isola per vedere le loro famiglie. Con i viaggi, non sono molto sicuro che non lo vadano a riprovare nell'eventuale caso che arrivi alla Casa Bianca un presidente repubblicano. Questa volta é stata la posizione del presidente Obama che ha paralizzato il folle e inumano atto di limitare i viaggi a una volta ogni tre anni e la tanto stretta definizione di ciò che è famiglia o meno. Né Ileana né gli altri anticubani che sono stati eletti come legislatori al Congresso degli Stati Uniti abbassano la guardia in relazione a danneggiare il popolo cubano. Continueranno con il ritornello che è una minaccia alla sicurezza nazionale di quel paese il fatto che il governo cubano trivelli in acque che gli appartengono nel Golfo, ma poco sarà raggiunto, dal momento che Cuba non ha intenzione di rinunciare al suo diritto di cercare risorse energetiche che tanto necessitano al suo sviluppo economico solo perché una banda di anticubani isterici e pieni di odio sbraitano a destra e sinistra negli USA perché non lo si faccia. Cuba ha denunciato le violazioni USA delle risoluzioni dell'OMC 3 gennaio 2012 - www.granma.cu (rr) Cuba ha denunciato a Ginevra, nella sede dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, la ripetuta violazione degli Stati Uniti delle risoluzioni di questo organismo, che impongono l’eliminazione degli strumenti del blocco nordamericano ingiustamente imposto a Cuba. In una riunione dell'Organismo per la Soluzione dei Diverbi, la consigliera cubana Nancy Madrigal ha fatto presente il rifiuto di Washington di abrogare la Sezione 211 della Legge Omnibus per le Assegnazioni Preventive del 1998. Ha sottolineato che nell'ambito di questa sezione, s’impedisce all'impresa Cubaexport il rinnovo della marca "Havana Club" in territorio statunitense, per favorire la Compagnia Bacardí, che commercia illegalmente con questa denominazione un rum che non è fabbricato in Cuba. Una lista poco diffusa 3 gennaio 2012 - Manuel E. Yepe www.granma.cubaweb.cu In questi giorni è stata pubblicata l'edizione 2011 del Global Peace Index (GPI) elaborato dall'Istituto di Economia e Pace di Londra, che negli ultimi cinque anni ha valutato, dal punto di vista delle società commerciali, i livelli di democrazia, instabilità politica, corruzione pubblica, istruzione, benessere materiale, criminalità e rispetto dei diritti umani, tra gli altri indicatori, in 153 nazioni. Il Global Peace Index ne comprende anche altri più chiaramente determinati dal suo orientamento di classe: libertà del settore privato, libertà di stampa per il capitale, pluralismo politico e molti altri. Da credito all'onestà della sua elaborazione il fatto che nella valutazione partecipino note organizzazioni, analisti e personaggi di prestigio nelle società occidentali, come Amnesty International, la Columbia University, i potente imprenditori Ted Turner, Richard Branson e George Russell e il Nobel per la Pace Arcivescovo Desmond Tutu, l'ex presidente USA Jimmy Carter e l'ex segretario generale ONU Kofi Annan, che nessuno potrebbe accusare di un militante di sinistra, ma neppure essere estremisti di destra. Nonostante che l'IGP sia orientato principalmente a mostrare la relazione tra la prosperità economica e la pace, secondo parametri politici, culturali, sociali ed economici capitalisti, e la natura dal lato mercantilista da cui parte l'analisi, è significativo il fatto che, nella lista, Cuba socialista ampiamente superi gli USA capitalista. I paesi considerati con più pace e stabilità dall'IGP sono: la Nuova Zelanda, al primo posto, seguita da Danimarca, Norvegia, Islanda (che nel 2008 era classificata al primo posto) e Austria. Gli ultimi posti sono occupati da paesi in cui gli Stati Uniti hanno imposto o acutizzato la violenza mediante la guerra e l'occupazione: Somalia (153 del l'IGP), Iraq (152), Sudan (151) e Afghanistan (150). Richiama l'attenzione il caso della Libia, che nell'IGP del 2010 era classificata 60 e, a causa dell'invasione degli Stati Uniti e della NATO, è sceso al 143 dell'IGP del 2011. Menzione a parte merita il più stretto alleato degli Stati Uniti a livello mondiale, Israele, che si trova al 145 dell'IGP. Nel continente americano il primo posto è occupato dall'Uruguay e l'ultimo la Colombia. Ma un dato che non menzionano i grandi media è che, nonostante i suoi indicatori di parte e adottati per convenienza, il Global Peace Index 2011 mostra che a Cuba le condizioni sono superiori rispetto a quelle degli Stati Uniti. L'isola caraibica occupa il 67 posto, mentre la superpotenza è classificata all'82 posto della lista. Cuba supera chiaramente gli Stati Uniti in tutti quegli indicatori che riflettono condizioni concrete per il benessere umano e il sociale, benché ceda il primato alla superpotenza in quelli che si riferiscono a privilegi o vantaggi per il capitale. E' particolarmente significativa questa correlazione quando si tiene conto della situazione di guerra a cui è stata sottoposta Cuba da più di mezzo secolo, costringendola a misure difensive che distraggono forze necessarie per la lotta per lo sviluppo sociale ed economico chiamato a creare lo scenario per gli orientamenti di pace e solidarietà globale che sono, in definitiva, lo scopo essenziale della Rivoluzione cubana. Il 'silenzio ufficiale' dei titoli su Cuba Raul Fernandez -Tercera información http://wordpress.jovenclub.cu/ Lo scorso martedì, 27 dicembre, l'agenzia di stampa EFE ha trasmesso un telex dal titolo "Silenzio ufficiale a Cuba, ma gli oppositori parlano di oltre 2900 liberati". La notizia è stata riprodotta da innumerevoli media digitali con lo stesso titolo. Di questo, in particolare, ci vogliamo occupare: del titolo. La notizia parla dell'indulto di circa 3000 prigionieri cubani in seguito alle richieste di familiari ed organizzazioni religiose. Che cosa pensa il lettore spagnolo o internazionale quando legge questo titolo? Sicuramente si fa l'idea che se il governo rilascia 3000 prigionieri, è perché nell'isola ce ne sono decine di migliaia, giusto? E tutti "politici" o di "coscienza". Quelle parole iniziali - "silenzio ufficiale" - sono illuminanti: il governo, ovviamente, tenta di nascondere un gesto di apertura per non porre in evidenza le sue precedenti incarcerazioni, vero? A peggiorare le cose, la fonte citata da EFE nel titolo sono "oppositori". Non può essere più chiaro: i 2900 indultati sono dissidenti, ma il governo cubano è così opaco che neppure indultando 3000 oppositori offre trasparenza. La realtà è un pò diversa rispetto a ciò che il titolo insinua. Aprire un titolo parlando di "silenzio ufficiale" quando il presidente Raul Castro ha annunciato la misura in un discorso ufficiale lo scorso venerdì sembra, piuttosto, qualcosa di specioso. Specialmente quando la stessa agenzia EFE ha, inoltre, diffuso l' annuncio ufficiale il venerdì. Il "silenzio ufficiale" è stato preceduto da una nota, anche "ufficiale", in cui si specificavano i dettagli dell'indulto. Naturalmente, non sono 2900 prigionieri politici, ma criminali comuni con reati e delitti di ogni tipo: "Tra coloro che saranno liberati ci sono persone con più di 60 anni, malati, donne e anche giovani senza altri precedenti penali, che hanno lavorato ed elevato il loro livello culturale e le possibilità di reinserimento sociale. Non s’includono in questo beneficio, salvo contate eccezioni, i condannati per delitti di Spionaggio, Terrorismo, Assassinio, Omicidio, Traffico di droga, Pederastia con violenza, Furto con forza in case abitate, Violazione e Corruzione di minori." La cosa è brutta, ancor più, perché il "silenzio ufficiale" è stato anche rotto dalla Gazzetta Ufficiale di Cuba. Il documento, disponibile sul sito web dell'istituzione, spiega i dettagli della liberazione ed elenca i nomi e cause di tutti i prigionieri rilasciati. Per essere "silenzio ufficiale" è abbastanza eloquente. lun, 26 dicembre 2011 22:04
Più di metà del bilancio del 2012 destinato alla salute, l’educazione e la previdenza sociale LINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO http://amigosdecubaitalocalvino.over-blog.it/ Più di metà del bilancio del 2012 destinato alla salute, l’educazione e la previdenza sociale Lo Stato cubano destinerà più di 800 milioni di pesos per sussidiare le persone con scarse entrate, come parte della legge di Bilancio per il 2012 approvata dall’Assemblea Nazionale del Potere Popolare. Nella sua ottava sessione della settima legislatura, nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana, Lina Pedraza, ministra de Finanze e Prezzi, ha informato i deputati che il Governo garantisce l’appoggio ai cittadini più necessitati, nonostante le restrizioni economiche esistenti. Ha spiegato che la detta cifra permetterà l’acquisto di materiali per la costruzione e la riparazione delle case con sforzo proprio, in forma sussidiata, per rispondere così al recupero e all’ampliamento del fondo delle abitazioni nel paese. Lina Pedraza ha precisato anche che il bilancio statale sostenta le attività relazionate all’ educazione, la salute e le altre necessità sociali che rappresentano il 52º del totale delle attività del bilancio, con 17.347 milioni, 800000 pesos come parte della politica del paese, per favorire la qualità della vita e il benessere sociale degli abitanti. La Ministra ha dichiarato che si assegneranno 400 milioni di pesos alla protezione delle persone con situazioni finanziarie critiche, tra le quali handicappati e invalidi, e che a questo si unisce il supporto di 420 centri, come le case per gli anziani e la garanzia del salario ai detti disponibili nel processo di riordino lavorativo. Secondo la legge, queste spese s’inseriscono nelle possibilità reali e nelle entrate generate dall’economia nazionale e la loro utilizzazione sarà in forma stazionaria per garantire i livelli d’attività proposti, senza danneggiare la qualità, in corrispondenza con la Linea 64 della Nuova Politica Economica e Sociale. Il bilancio dello Stato termina il presente anno con un deficit stimato al 3.8% in relazione al PIL, rispettando il limite di deficit approvato dall’Assemblea Nazionale sulla Legge di Bilancio 2011. (AIN/ Traduzione Granma Int.) dom, 25 dicembre 2011 19:51
Raul Castro: “La corruzione è equivalente alla controrivoluzione”
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Raul Castro: “La corruzione è equivalente alla controrivoluzione” L’Avana, 23 dic (Prensa Latina) Il presidente di Cuba, Raul Castro, aa assicurato che la corruzione sull'isola “è equivalente alla controrivoluzione” e Ha fatto un appello al governo per essere “implacabile” contro l’illegalità, poiché può “portarci all'autodistruzione.” Nel Terzo Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, celebrato ieri ed il cui riassunto è stato trasmesso dal Telegiornale della Televisione Cubana, Raul ha aggiunto che questi delitti sono conseguenza “della passività con cui agiscono alcuni dirigenti e la mancanza di funzionamento integrale di non poche organizzazioni parziali.” Ha ricordato un discorso del leader della Rivoluzione cubano Fidel Castro nel 2005 e disse che “questi fenomeni possono portarci all'autodistruzione della rivoluzione.” Raul Ha richiamato ad affrontare “con fermezza” le negligenze e le irresponsabilità che danneggiano l'economia nazionale”, “non possiamo continuare con le braccia incrociate”, Ha esposto. Ha sottolineato che non possono ammettersi le debolezze che propiziano il lavoro dei delinquenti e dei corrotti chi si approfittano di queste. Bisogna passare dalle parole ai fatti, ha detto, ed ha esemplificato il danno che provoca le irregolarità nelle riscossioni e pagamenti come causa sfruttata dai funzionari con doppia morale e simulazione, crescono a costo delle necessità del popolo. La battaglia contro il delitto e la corruzione non ammette più contemplazioni, ha ripetuto Ig/www.cubadebate.cu
mer, 21 dicembre 2011 19:59
Chi ha paura di Internet? - ¿Quién le teme a Internet? LINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO
Chi ha paura di Internet? 21/12/11 - http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/ Iroel Sanchez Tra le costanti mediatiche su Cuba c'è l'affermazione che il governo cubano teme Internet e in particolare le reti sociali stabilite attraverso di esso. Tuttavia, una petizione circolante nella rete delle reti, dalla scorsa settimana, dovrebbe far riconsiderare questo punto di vista a coloro che lo pensano. Si tratta di una richiesta a congressisti cubano americani - gli stessi che continuano a proporre misure per inasprire il blocco contro l'Isola - e a Jack Dorsey, creatore del social network Twitter, perché prendano misure contro l'accesso, dall'isola, a questo servizio. Gli argomenti dei richiedenti sono il presunto utilizzo che attribuiscono al governo cubano di Twitter ma che sono esattamente le pratiche che ogni giorno i nemici della Rivoluzione cubana eseguono utilizzando questo servizio: "il comportamento di una banda organizzata, non di individui casuale" che svolgono "campagne di incitamento alla estrema violenza fisica" oltre a "la creazione massiccia di troll e cloni, account in serie che fanno spam" ... "con i loro slogan, insulti e apologia della violazione dei diritti umani fondamentali". Questo è esattamente ciò che apprezziamo sempre contro di noi che, da Cuba, facciamo uso di Twitter quando ci minacciano di morte e ci insultano per diffondere alcune verità scomode per coloro che desiderano avere il monopolio dell'informazioni sull'isola. Ma cosa è successo a coloro che, fino a poco tempo fa, aleggiavano l'uso delle reti sociali come un modo per rovesciare la rivoluzione ma che ora vogliono limitarne l'uso a Cuba? È ciò che è successo con twitter il 9 e 10 dicembre, che ha posto in ridicolo una mossa concertata tra terroristi procedenti da Miami e controrivoluzionari organizzati da diplomatici USA all'Avana che voleva creare le condizioni per dichiarare una "no-fly zone" sull'isola. Gli stessi congressisti a cui si rivolgono questi cyberterroristi con il risentimento di chi sa di aver fatto una brutta figura, hanno appena dichiarato nel bilancio militare degli USA per il 2012 che "il Dipartimento della Difesa ha la capacità, e sotto la guida del Presidente può effettuare operazioni offensive nel cyberspazio". Cuba, nel frattempo, utilizza l'accesso a Internet che gli permettono le limitate risorse di cui dispone - nonostante il blocco degli Stati Uniti - in funzione dell'istruzione e la salute dei suoi cittadini, oltre che contare sulla simpatia di molti nel mondo per divulgare le sue verità. Come abbiamo detto altre volte, la borghesia mentre vince accetta le regole della democrazia liberale, quando si vede a rischio di perdere fa un colpo di stato. Questa "petizione", non è che un sintomo che, per quanto riguarda Cuba e Internet, che già si vedono sulla strada della sconfitta, ma attenzione é quando sono più pericolosi. ¿Quién le teme a Internet? Posted en 20 diciembre, 2011 by admin Iroel Sánchez Entre las constantes mediáticas sobre Cuba está la afirmación de que el gobierno cubano teme a Internet y especialmente a las redes sociales establecidas a través de ella. Sin embargo, una petición que circula por la Red de redes desde la pasada semana debería hacer reconsiderar ese punto de vista a quienes así piensan. Se trata de una solicitud a congresistas cubanoamericanos -los mismos que no cesan de proponer medidas para recrudecer el bloqueo contra la Isla- y a Jack Dorsey -el creador de la red social Twitter- para que tomen medidas contra el acceso desde la Isla a ese servicio. Los argumentos de los solicitantes son supuestos usos que atribuyen al gobierno cubano de Twitter pero que son exactamente las prácticas que todos los días los enemigos de la Revolución cubana ejecutan utilizando ese servicio: “el comportamiento de una banda organizada, y no de particulares aleatorios” que realizan “campañas de incitación a la violencia física extrema” además de “la creación masiva de troles y de clones, cuentas en serie que hacen spam”…”con sus consignas, insultos y apología de la violación de Derechos humanos básicos”. Eso es precisamente lo que apreciamos constantemente en contra nuestra quienes desde Cuba hacemos uso de Twitter cuando se nos amenaza de muerte y se nos insulta por difundir algunas verdades incómodas para los que desean tener el monopolio de la información acerca de la Isla. Pero, ¿qué ha sucedido para que quienes hasta hace poco enarbolaban el uso de las redes sociales como una de las vías para derrocar la Revolución ahora quieran restringir su utilización en Cuba? ¿Será lo ocurrido con el tuitazo de los días 9 y 10 de diciembre, que puso en ridículo una maniobra concertada entre terroristas procedentes de Miami y contrarrevolucionarios organizados por diplomáticos norteamericanos en La Habana que pretendía crear las condiciones para declarar una “zona de exclusión aérea” sobre la Isla? Los mismos congresistas a quienes se dirigen estos ciberterroristas con el resentimiento de quien sabe que hizo un papelazo, acaban de declarar en el presupuesto militar de Estados Unidos para el año 2012 que “el Departamento de Defensa tiene la capacidad, y bajo la dirección del Presidente puede llevar a cabo operaciones ofensivas en el ciberespacio”. Cuba, mientras tanto, utiliza el acceso a Internet que le permiten los limitados recursos de que dispone -a pesar del bloqueo norteamericano- en función de la educación y la salud de sus ciudadanos, además de contar con la simpatía de muchos en el mundo para difundir sus verdades. Como hemos dicho otras veces, la burguesía mientras puede ganar acepta las reglas de la democracia liberal, cuando se ve en riesgo de perder da un golpe de estado. Esta “petición” no es sino un síntoma de que, en cuanto a Cuba e Internet, ya se ven en el camino de la derrota, pero cuidado, es cuando son más peligrosos.
![]() Immagini Inserite Da Maurizio Amici di cuba gruppo" Italo calvino" Piombino (LI)
lun, 19 dicembre 2011 22:30
Cuba si muove verso le cooperative- Entra in vigore una nuova politica di credito cubana LINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO ![]()
Cuba si muove verso le cooperative Lourdes Perez Navarro* Le cooperative sono oggi un’alternativa di sviluppo economico, produttivo e sociale davanti alla crisi globale ed agli schemi neoliberali che hanno proliferato anni fa in America Latina ed nei Caraibi, ha affermato Alberto Rivera Rodriguez. Questa è una delle ragioni che hanno fatto sì che le Nazioni Unite abbiano denominato il 2012 l’Anno Internazionale del Cooperativismo, ha affermato, in un’intervista esclusiva offerta a Prensa Latina, il Presidente della Società Scientifica di Cooperativismo dell’Associazione Nazionale degli Economisti di Cuba. Con questo compito, l’ONU sottolinea l’importante ruolo che giocano le cooperative nel mondo, ha espresso chi è anche professore dell’Università di Pinar del Rio e direttore del Centro di Studi sullo sviluppo cooperativo e comunitario. Il cooperativismo, ha sottolineato, “costituisce una rivoluzione nel nuovo secolo ed è un’alternativa che offre spazio al cambio, alle ampie masse popolari e che non ha nulla a che vedere con il mercato né con la distribuzione ingiusta della ricchezza”. ”Nei confronti di tutto ciò, sono impliciti aspetti e valori come l’equità, la solidarietà, la giustizia sociale, l’educazione, il genere ed il rilievo generazionale”, ha detto Rivera, che preside la Rete Latinoamericana di Cooperative da quando è stata fondata nel 2005. Oggi, aggiunge, milioni di persone hanno un rapporto diretto con il cooperativismo ed indirettamente quasi la metà della popolazione mondiale si è inserita in diverse forme d’associazioni ed in particolare nelle cooperative. L’accademico è dell’opinione di che il cooperativismo attualmente è il movimento socio-economico più grande ed uno dei più importanti dello sviluppo dell’umanità. Dopo tre decade di studi sul tema, Rivera ha messo in rilievo che oltre a costituire imprese di un’amplia proiezione economica, le cooperative hanno davanti a loro il dovere di compiere con la loro filosofia sociale. Tale sfida consiste, ha osservato, nell’essere conseguenti con il miglioramento del livello e della qualità di vita degli uomini e delle donne che si agglutinano intorno al cooperativismo: i soci, la famiglia, la comunità e la società in senso generale. Se osserviamo il sud ed essenzialmente la realtà latinoamericana e caraibica, vediamo che ormai esiste nella regione una forte presenza di cooperative che hanno contribuito a mitigare gli impatti della crisi globale e costituiscono una fonte importante di lavoro. Queste forme sociali di proprietà sono presenti in tutti i settori dell’economia: nell’allevamento di bestiame, nella produzione e nella commercializzazione della produzione agricola, nei servizi gastronomici, in quelli della costruzione, dell’assicurazione ed in quelli finanziari, tra gli altri. Cuba, ha puntualizzato l’economista, dovrebbe accumulare una grande esperienza nel movimento delle cooperative, soprattutto in quelle di produzione agricola, di crediti e di servizi e nelle unità basiche di produzione, per permetterle di ampliare ad altre attività questo panorama ed a contribuire in questo modo al rinforzamento del suo modello economico. -Quali passi sta facendo il paese per estendere e rinforzare il cooperativismo? ”Il processo è in fase di proiezione e d’analisi e necessariamente, di studio”, ha spiegato Rivera. “Innanzi tutto deve essere un passo obiettivo, misurato, per non fare errori e perché le cooperative costituiscano un importante elemento d’impiego, efficienza ed efficacia, e diano impulso allo sviluppo economico del paese”. “Attualmente stiamo creando le basi necessarie perché una volta che le cooperative siano sviluppate, si possa continuare con successo in un processo che ha tante potenzialità e che ha dimostrato la sua viabilità”. “Si pretende estendere le cooperative a settori come i servizi gastronomici e di trasporto, di produzione di materiali di costruzione, nel settore artistico e dell’artigianato, nella pesca e nella commercializzazione della produzione agricola, tra gli altri”. “Perciò si confeziona una metodologia applicabile a qualsiasi tipo di cooperative”. “Si lavora anche nella creazione di un sistema di contabilità per questo tipo d’attività e nelle normative che regolino il suo funzionamento interno, i rapporti delle cooperative con lo Stato, le politiche di prezzi e tributarie e l’assicurazione sociale”. “Lo sviluppo delle cooperative ha come base almeno cinque linee guida della politica economica e sociale del Partito, approvate lo scorso aprile dopo essere state discusse dai lavoratori, pensionati e dal resto dei settori della società”. “Le cooperative, come forma di proprietà sociale socialista, insieme alle imprese statali, devono diventare un elemento rivoluzionario del modello economico cubano, che contribuirà a diminuire le spese del presupposto ed ad elevare il livello di vita della popolazione”. -Che panorama prevede per il cooperativismo? “Senza dubbio le cooperative crescono. Abbiamo percepito come le società non ce la fanno più con il capitalismo despota e neoliberale”. “Nel caso cubano, particolarmente, non è più alternativo il tema delle cooperative, qui stanno diventando, difatti sono già diventate, una via reale di sviluppo”. “Tutto ciò dentro le condizioni di un modello che si attualizza e si rinforza con la partecipazione di altre forme di gestione, tra di loro i lavoratori privati, dove la cooperativa, insieme alle imprese statali, saranno potenti motori di sviluppo”. *giornalista della redazione di economia di Prensa Latina Cuba: entra in vigore una nuova politica di credito cubana e servizi a privati L’Avana, 19 dic (Prensa Latina) A partire da domani entreranno in vigore il Decreto-Legge 289, tre risoluzioni complementari della Banca Centrale di Cuba (BCC) ed un'istruzione del Ministero di Economia e Pianificazione, con l'obiettivo di ampliare la politica di credito cubana ed altri servizi bancari. D’accordo con le nuove regolazioni che incrementano e diversificano l'offerta di credito a persone naturali, potranno accedere al credito quegli individui autorizzati ad esercitare per proprio conto il lavoro ed altre forme di gestione non statale, i piccoli agricoltori che accreditino legalmente la detenzione della terra che pretendano di comprare, materiali o pagare manodopera per azioni costruttive per edificare le loro abitazioni per sforzo proprio, e le persone naturali in generale che precisino acquisire beni per la loro proprietà personale, modalità questa che si applicherà progressivamente, nella misura in cui lo permettano le condizioni del paese. Per il conferimento di crediti -che saranno sempre in pesos cubani - le banche Popolare di Risparmio, Metropolitana e di Credito e Commercio abiliteranno circa 500 succursali in tutto il paese. D'altra parte, con l'Istruzione Numero 7 del MEP si rendono flessibili ed eliminano le limitazioni esistenti in quanto alla contrattazione dei servizi di lavoro per proprio conto da parte delle entità statali e si stabiliscono le indicazioni per tutto questo, al tempo che si dà compimento alla linea guida numero 10 della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione. dom, 18 dicembre 2011 22:16
USAID nega che sovvenzioni abbiano finalità politiche-Scoprono l'acqua calda a Radio Martì
FNCA : L'USAID respinge le critiche di favoritismo verso organizzazione terroristica cubano-americano Nega che sovvenzioni abbiano finalità politiche 18.12.11 - http://cambiosencuba.blogspot.com John O. Tamayo L'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli USA (USAID) ha energicamente respinto le accuse di favoritismo politico nella sua sovvenzione di 3,4 milioni dollari ad un'organizzazione per i diritti umani fondata dai membri della Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA). L'USAID ha approvato, quest'anno, una sovvenzione di tre anni per la Fondazione per i Diritti Umani a Cuba (FHRC), una organizzazione no-profit con sede a Miami per sostenere la società civile e la democrazia sull'isola. La notizia della sovvenzione ha provocato lamentele da parte di critici che accusano l'FHRC di poca esperienza in questo tipo di sovvenzioni e attirano l'attenzione sulle strette relazioni tra la FNCA, la principale organizzazione di esuli cubani, e l'amministrazione del presidente Barack Obama. Mario Diaz-Balart, congressista repubblicano del sud della Florida, ha lamentato, la scorsa settimana, che i finanziamenti federali per i programmi a favore della democrazia a Cuba "si dovrebbero dare ad organizzazioni con una solida esperienza e un curriculum provato" sull'isola. "Sarebbe una vergogna che l'amministrazione Obama rompesse con la tradizione e usasse anche un centesimo di questi fondi, tanto importanti, per premiare i suoi compari politici" ha aggiunto Diaz-Balart in un comunicato inviato elettronicamente a El Nuevo Herald. Mark Lopes, vice amministratore aggiunto dell'USAID per l'America Latina e Caraibi ed ex aiutante del senatore Bob Menendez, democratico del New Jersey, ha detto che una "commissione di valutazione tecnica" composta da funzionari di vari enti governativi é incaricata di rivedere le domande di sovvenzione e di selezionare i vincitori. "I criteri del concorso per i fondi USAID sono inclusi nella domanda di sovvenzione ... E 'un processo tecnico basato sui meriti delle proposte presentate' ha detto Lopes. "Nessuna nominato politicamente ha ruolo alcuno nel processo di selezione". I programmi di Washington per la democrazia a Cuba sono stati ripetutamente criticati come iniziative inefficaci e dispendiosi che riescono solo a provocare le autorità dell'Avana, che hanno reso illegale tutta la cooperazione con ciò che essi considerano "sovversivo" per "un cambio di regime". Alan Gross, sub contrattista USAID, sta scontando una condanna a 15 anni di carcere a L'Avana con l'accusa di minare la sicurezza nazionale offrendo un telefono satellitare ad ebrei cubani in modo che potessero comunicare più facilmente con internet. I membri della FNCA hanno istituito il FHRC nel 1992 per ricevere le donazioni deducibili fiscalmente a vantaggio dei dissidenti e attivisti dei diritti umani sull'isola. L'entità ha lo stesso indirizzo postale e telefono della FNCA e il suo presidente, Tony Costa, é membro della giunta direttiva della FNCA. Diversi membri della linea dura si separarono dalla FNCA dopo la morte del suo fondatore, Jorge Mas Canosa, nel 1997, e fondarono il Consiglio per la Libertà di Cuba. Il Consiglio appoggiò il senatore John McCain nelle elezioni del 2008 e i leader della FNCA ora hanno stretti rapporti con l'amministrazione Obama. La sovvenzione alla FHRC sembra infastidire i critici, soprattutto dopo che un rapporto della FNCA, nel 2008, ha criticato i programmi per la democrazia a Cuba, e ciò si verifica anche in un momento in cui il governo USA ha ridotto i fondi agli altri gruppi di esuli a Miami. Il rapporto della FNCA ha affermato che meno del 17% dei 65 milioni dollari che Washington ha speso per i programmi su Cuba, tra il 1998 e il 2008, sono stati destinati ad "aiuto diretto sull'isola". Il resto, ha detto, è stato speso negli Stati Uniti in stipendi , studi accademici e altre spese. Il direttore esecutivo della FHRC, Jorge Alvarez, ha detto che l'USAID "ha sottolineato a tutti i suoi membri che la maggior parte dei fondi devono essere spesi nell'isola e noi seguiamo questo orientamento". Alvarez ha rifiutato di entrare nei dettagli, allegando le norme della FHRC sui sussidi del governo federale. Il sito della FHRC afferma che ha dato alla società civile cubana centinaia di migliaia di dollari in aiuti diretti in denaro contante così come computer, telefoni cellulari, macchine fotografiche, materiali sui diritti umani, cibo, medicinali, prodotti igienici e abbigliamento. Quando tre uragani hanno devastato l'isola, nel 2008, ha raccolto e distribuito direttamente 200000 $ in contanti alle vittime nel giro di tre giorni, secondo il sito web. E il mese scorso ha tenuto un banchetto di raccolta fondi a 150 $ per ospite per le Dame in Bianco. Il sito suggerisce che la FHRC non ha molta esperienza nella gestione di grandi sovvenzioni del governo federale, sottolineando che nel 2010 ha amministrato molteplici accordi di sovvenzioni con sub contrattisti dell'USAID, "tra cui uno per più di 175000$". Angel de Fana, il cui gruppo Plantados il 30 settembre ha speso l'ultimo centesimo della sua sovvenzione federale di 500000 dollari per aiutare i prigionieri politici e le loro famiglie, ha detto che non si oppone alla sovvenzione alla FHRC. "Io spero solo che l'amministrino bene", ha detto, perché la FNCA "è una delle poche organizzazioni che sono state critiche" di come vengono spesi i fondi dedicati alla democrazia a Cuba. De Fana ha detto che Plantados ora aiuta i dissidenti con donazioni private. Orlando Gutierrez, segretario nazionale del Direttorio Democratico Cubano, ha detto che il suo gruppo ha terminato i fondi federali questa primavera e a quanto pare, ora, la FHRC è il solo gruppo dell'esilio che riceve direttamente fondi federali. "Spero che non sia che il governo [di Obama] stia cercando di imporre un favorito", ha detto Gutierrez, aggiungendo che il Direttorio continua la sua opera di sostegno ai dissidenti, ora con i fondi provenienti da altre fonti.
Scoprono l'acqua calda a Radio Martì 18.12.11 - Omar Pérez Salomone http://lapupilainsomne.wordpress.com/ Una notizia pubblicata da The Washington Post dal giornalista Joe Davidson, lo scorso 14 dicembre, rende conto che la Giunta Direttiva di Radiodiffusione (BBG) degli Stati Uniti, è stata presa per le orecchie dalla mediatrice S.R.Butler, che ha scoperto che Pedro Roig, ex direttore di Radio e TV Marti, ha protetto dipendenti che considerava suoi sostenitori e ha licenziato altri che lo avevano criticato. Non c'è nulla di nuovo in questa notizia; a Radio Marti la corruzione, nepotismo e clientelismo non sono cessati negli ultimi anni, oltre ad una programmazione di scarsa qualità estetica ed etica, dove dominano la menzogna, la grossolanità e lo spreco di soldi dei contribuenti USA, che ha consumato più di 600 milioni di dollari dalla sua creazione. Persino congressisti e specialisti USA in materia, chiedono la chiusura della stazione e riconoscono che il bilancio federale per le trasmissioni di TV e Radio Martí è uno spreco. Pedro Roig, personaggio legato alla CIA e a terroristi di origine cubana, radicati a Miami, come l'estinto Jorge Mas Canosa e Luis Posada Carriles, arrivò a Radio e TV Martí nel 2003, grazie ai suoi rapporti con i leader dei democratici e repubblicani e senza alcuna esperienza nella direzione dei media comunicativi. Nel suo mandato, fino a settembre 2010, é aumentata la frode, le trappole, le truffe al contribuente USA e la menzogna in relazione con la presunta audience di MR a Cuba. Nei primi anni '60, Roig e Mas Canosa si erano addestrati per la guerra sporca nelle strutture segrete di Fort Benning, con Luis Posada Carriles, il terrorista internazionale, e Felix "El Gato" Rodríguez Mendigutía, l'ufficiale CIA che ordinerà l'assassinio del Che. Nel 2007, il quotidiano The Chicago Tribune ha pubblicato che Pedro Roig assunse il nipote di sua moglie come capo del personale della emittente, mentre pagò un suo ex cliente come librettista di uno show comico.
D'altra parte, l'anno scorso è stato rivelato che un minimo di 10 "giornalisti" del sud della Florida, di cui tre de El Nuevo Herald, hanno ricevuto soldi da RM, per i loro contributi a programmi di propaganda in questa macchina progettata come arma di la guerra sporca contro Cuba. Altri personaggi come Hubert Matos, Carlos Alberto Montaner, Ricardo Bofill e Ninoska Perez, appaiono nella lista dei "collaboratori" contrattati da parte dell'Ufficio Broadcasting verso Cuba (OCB) per attaccare Cuba, dalla mal chiamata Radio e TV Martí. Nel capitolo "Los peones del Imperio" della serie 'Ragioni di Cuba', Carlos Serpa, l'agente Emilio della Sicurezza cubana, fece la prova, per le riprese del documentario, della trasmissione di un inesistente arresto effettuato dalla polizia cubana e l'immediata riproduzione da parte di Radio Marti di tale falsa notizia, che non è mai stata controllata. Volete più prove delle falsità di RM? Ad ogni modo, ringraziamo la signora Butler per averci ricordato che Radio e TV Martí ancora esiste.
sab, 17 dicembre 2011 18:29
Congresso degli USA conferma la politica del bloqueo contro Cuba-Agenzia di copertura della CIA...LINK DEL NUOVO BLOG PARALLELO
Congresso degli USA conferma la politica del bloqueo contro Cuba Washington, 16 dic (Prensa Latina) Il Congresso degli Stati Uniti ha rifiutato una proposta legislativa che avrebbe facilitato a Cuba l'acquisto di merci statunitensi. Leaders nel Campidoglio nordamericano, spinti dai deputati conservatori di origine cubana, hanno deciso di eliminare l'iniziativa presentata dalla rappresentante repubblicana Jo Ann Emerson, per rendere flessibili i pagamenti che oggi devono compiersi in contanti ed in anticipo. Un emendamento del Congresso degli Stati Uniti approvò la vendita di alimenti a Cuba come eccezione, dopo l'impatto causato dagli uragani sull'isola nel 2001. La misura mantenne intatto il bloqueo economico, commerciale e finanziario contro Cuba che Washington stabilì più di mezzo secolo fa con un costo per l'isola di 975 mila milioni di dollari. Secondo fonti congressuali, l'emendamento Emerson è stato cancellato per esigenza dell'estrema destra, come compensazione per l'eliminazione di un paragrafo compreso nella Legge del Presupposto per limitare i viaggi ed invii di denaro dei cubani residenti negli Stati Uniti al loro paese di origine. Il rappresentante Josè Serrano, democratico di New York e membro del Comitato di Assegnazioni della Camera, ha segnalato che le restrizioni proposte dal congressista repubblicano Mario Diaz-Balart erano state l'ultimo ostacolo nelle negoziazioni sul disegno di legge generale per le spese del 2012. Balart pretendeva che le restrizioni ritornassero al livello stabilito durante il governo di George W. Bush, quando i cubano-americani potevano viaggiare solo alla nazione caraibica ogni tre anni ed inviare un massimo di mille 200 dollari annuali in invii. Il Congresso statunitense ha certificato queste risoluzioni nelle giornate finali di discussione circa un'iniziativa di legge federale preventiva per il seguente anno. Il tema cubano, inserito da Balart, si era trasformato in un ostacolo che è arrivato a bloccare l'analisi del progetto. La maggioranza repubblicana della Camera dei Rappresentanti ha minacciato di fare delle forti pressioni nuovamente sui paragrafi su Cuba, se entrambi gli emicicli legislativi non raggiungono l'intendimento nel momento di vidimare la versione finale del testo. Organizzazioni con l'auspicio di rendere flessibili le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba avevano chiesto al Congresso respingere il progetto legale presentato da Diaz-Balart, per limitare i viaggi ed invii all'arcipelago. Tra gli opposti all'idea c’è il Gruppo di Studi Cubani, integrato principalmente da imprenditori originari dell'isola e stabiliti in questo territorio. Kathy Castor, congressista democratica di Tampa, ha fatto un appello ai legislatori del suo partito e della formazione repubblicana ad eliminare la clausola, incorporata nel giugno passato ad un programma di spese del Tesoro. Alla richiesta si sono sommati altri difensori della normativa promossa dal presidente Barack Obama nel 2009 per rendere flessibili alcune restrizioni sui viaggi a Cuba, tra queste quelle alle compagnie dei voli. Il bloqueo degli Stati Uniti a Cuba costituisce una violazione del Diritto Internazionale e la carta delle Nazioni Unite, ed è stato condannato per 20 anni consecutivi dall'Assemblea Generale di questa organizzazione. Luis Renè Fernandez, investigatore del Centro di Studi Emisferici dell'Università de L'Avana, ha messo in chiaro recentemente che non esiste commercio, perché quello realizzato tra i due paesi si limita all'importazione da parte di Cuba di prodotti agricoli ed alimentari provenienti dagli Stati Uniti. Agenzia di copertura della CIA consegna medaglia postuma a Laura Pollan nel Congresso USA 15.12.2011 - http://cambiosencuba.blogspot.com/ Nel corso di una cerimonia, celebrata in uno degli edifici della Camera dei Rappresentanti, nel Congresso USA, il presidente del National Endowment for Democracy (un'agenzia di copertura della CIA), Carl Gershman, ha consegnato in forma postuma a Pollan (1948-2011) la "Medaglia di Servizio alla Democrazia". Yolanda Huerga Cedeño, rappresentante, negli Stati Uniti, del gruppuscolo controrivoluzionario ha accettato la medaglia per conto della famiglia Pollan, la cui morte ha "rafforzato" le mercenario in Bianco e le "ha moltiplicato per tutta l'isola". Nella cerimonia, tenuta nel Campidoglio di Washington, uno dei rappresentanti della mafia cubano-americana, il senatore democratico del New Jersey, Bob Menendez, ha criticato che il governo di L'Avana veda una "minaccia" nelle pacifiche attività delle "Dame in Bianco" per la "dignità delle persone" a Cuba. L'evento, in cui si sono distribuiti gladioli e trasmesso un video ed un tributo dell'artista Amaury Gutierrez a Pollan, ha incluso la partecipazione della presidente della Commissione affari esteri della Camera Bassa e leader repubblicana per la Florida, Ileana Ros-Lehtinen, e suoi colleghi democratici del New Jersey, Albio Sires, e della California, Howard Berman. Hanno anche partecipato, da L'Avana in videoconferenza, il vedovo di Pollan, Hector Maceda, e sua figlia Laura Labrada Pollan e Berta Soler, attuale leader delle Dame mercenarie. Allo stesso tempo, sia il presidente USA Barack Obama come la Segretaria di Stato Hillary Clinton, hanno anche aderito al tributo con distinti comunicati. "Scendere in strada in proteste pacifiche per attirare l'attenzione sulle difficoltà di persone ingiustamente detenute nelle carceri di Cuba, Laura Pollan e le Dame in Bianco hanno coraggiosamente resistito" alla repressione sull'isola, ha detto Obama in un comunicato emesso dalla Casa Bianca. Obama ha anche criticato "la campagna repressiva scatenata questa fine settimana" contro le Dame in Bianco in una strada di L'Avana, nel corso di una cerimonia in memoria di Pollan. Il presidente si é riferito ad un incidente avvenuto lo scorso 11 dicembre quando un gruppo di 50 donne delle "Dame in bianco" è stato affrontato da decine di militanti filogovernativi a conclusione di una marcia pacifica all'uscita di una massa. Obama ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti perché il popolo cubano possa "determinare liberamente il suo futuro e godere i diritti e le libertà che definiscono le Americhe, e che dovrebbero essere universale per tutti gli esseri umani". Ciò che il presidente, nella sua dichiarazione, non ha detto, impegnato in questi giorni pre-elettorali nel essere a posto con Dio e con il Diavolo, é che la provocazione orchestrata dalle mercenarie in Bianco, lo scorso week-end, é stata organizzata durante un altro evento che si é svolto, presumibilmente in onore di Pollan, nella casa del capo della Sezione di Interessi all'Avana, lo scorso 7 dicembre. Il presidente dovrebbe sapere che tale Ufficio, dedicato ad organizzazione e finanziare la sovversione a Cuba, può essere che risponda agli interessi della politica elettorale dell'attuale governo degli Stati Uniti, ma che per nulla in assoluto ha a che fare con la determinazione del popolo cubano di difendere la propria sovranità. Esiste un processo soggetto a strette regolazioni che limitano considerivolmente queste transazioni , perchè devono essere pagate in contanti prima che i carichi escano dai porti statunitensi, un elemento completamente contrario alle norme internazionali del commercio, ha concluso l'esperto. IG/JVJ
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